sabato 25 aprile 2015

Dialetto (lingua) abruzzese: parole ed espressioni cadute in disuso o poco utilizzate




Il dialetto, da noi, è ancora molto utilizzato, soprattutto nelle località più piccole. Con il tempo, tuttavia, alcuni termini ed espressioni hanno perso la loro identità, destinati ormai a scomparire, sostituiti da vocaboli o modi di dire che, seppur in vernacolo, appaiono più moderni.
Insomma, pure il dialetto, diventando moderno, si è un po' "italianizzato".
È naturalmente impossibile fare un discorso generico, valido per tutte le località d'Abruzzo per via delle differenze interne delle varie sfumature della parlata.

Ho creato questo spazio sul blog per appuntare parole che mano a mano mi verranno in mente.
Ringrazio chi vorrà segnalarmi suggerimenti.

Per mia comodità ho indicato con un colore diverso la vocale indistinta, che non va pronunciata. Avrei potuto utilizzare il relativo simbolo grafico (e rovesciata) ma ho preferito adottare questa soluzione, per permettere a tutti un'immediata comprensione.


L'articolo è in continuo aggiornamento.


Abballe: giù, verso sotto.

Abbambare: scottarsi.

Abbidicare: seccare nel forno o vicino al fuoco. 

Abbittimare: lamentarsi, fare la vittima, piagnucolare.

Abbluccasse: gallina prossima a diventare chioccia.

Abburdare: iniziare la maturazione.

Abburretare: legare attorno a.

Addacciare: sdraiarsi.

Addavere: davvero.

Addibbone: veramente.

Allappare: effetto che producono i frutti acerbi.

Ammatte: gomitolo.

Ammonte: su, verso sopra.

Ammonte e abballe: su e giù.

Anghette: mento.

Appicciare: accendere.

Appizzutare: fare la punta alla matita.

Areccivattare: aggiustare alla meglio.

Aremmorte: spento.

Areddrammucare ('ndrammuccare): versare, spingere, far cadere. 

Areddrammucarse: cadere rovinosamente.

Arevene'/areveni': ritornare.


Arezzelare: mettere in ordine.

Arippmette(re): rimboccare le coperte.

Ariviglte/aresviete: svegliati!

Arraffiatate: chi si è consolato abbondantemente con il cibo.

Arrazzare: buttare.

Azzeccare: indovinare.

Bardasce: bambino.

Bummacia: ovatta.

Cacciunelle: cagnolino.

Calare: scendere.

Capannete: vigna.

Cascigne: tarassaco.

Catuzze: ciò che rimane dopo aver sgranato il granturco.

Cavasce (cavacce) : la tiroide.

Cavute: buco.

Cavutare: carotare, trapanare.

Checcherette: tazzina da caffè.


Chiavecone: uomo cafone.

Chisciccise: imprecazione di rimprovero.

Cicelle: ombelico.

Cicrumille: salvadanaio.

Ciuccitunie: oggetti superflui.

Ciurre: capelli.

Ciaccia: carne, ciccia.

Ciammaiche: lumaca.

Ciambanille: moscerini.

Ciambrone: persona che cammina senza guardare, sbattendo in continuazione contro oggetti.

Ciapparette: grappolo d'uva.

Ciarre: pieno, colmo.

Ciarcillètte: cerchietti d'oro con cui si foravano i lobi delle orecchie alle bambine. 

Ciavularìe: chiacchiere inutile.

Cimendare: (accimendare): disturbare, arrecare molestia.

Cindròlle: chiodo a capocchia larga.

Ciokdae': donna semplice.

Ciuocchele: oggetti di poco conto ed inutilmente ingombranti.

Cognele, cognelette: guscio d'uovo. 

Conche: conca, anfora in rame con due manici, per il trasporto e il contenimento dell'acqua potabile.

Coppe: coperchio di ferro, molto concavo, sotto al quale veniva cucinata la carne sulla brace.

Crichelare: tremolare

Crisommole: albibocca

Cumblemende: offerta di cibo, caffè e bevande.

Cuppine: mestolo.

Cutulàte: scrollata di albero fruttifero / tante botte.

Cuturne: calzini pesanti di lana. 

Dodde: dote. 

Dusulare (addusulare): ascoltare.

Frezzore o ferzora: padella.

Frignacce: dolci fritti.

Gnorre: finto tonto.

Jàcculecordame utilizzato per sistemare il basto.

Lacce: sedano.

Lappze: matita.

Lesca: fetta. Lesca de pane, fetta di pane.

Listiere: impalcatura.

Maddemane: stamani, in mattinata.

Masciata ('mmasciata): faccenda.

Mastrijare: comandare a bacchetta, manipolare. / Combinare, eseguire qualche lavoro manuale.

'Mbrellocche: monile prezioso, ma anche oggetto di bigiotteria.

'Mbirate: indurito oppure intirizzito dal freddo.

Mandiere: grembiule da cucina.

Mandile: tovaglia.

Marrocche (mazzocche): pannocchia.

Mesale: tovaglia da tavola.

Miccitte : piccola finestrella.

Mijcule: ombelico.

Miscelle: gattina.

Mizzesorge: pipistrello.

Mocchellone: sorso.

Muccechelle: piccolo boccone.

Muligname: melanzana.

Muttelle: imbuto.

Neole: pizzelle, dolci abruzzesi cotti all'interno di piastre apposite.

Nepine: lupinello, callo dei piedi.

'Ndirliciate: intrecciato.

'Ngime: in cima, sopra.

'Ngullare: addossare, far (rifl. farsi) carico.

'Nnuije: varietà di salsiccia.

Paccariate: palpeggiamento.

Paccotte: molte foglie di tabacco.

Pallotta: polpetta, oggi polpette.



Papambola (papambele): papavero.

Papone: uomo che sa fare tutto. / Bugia, falsità.

Papparozza: minestra collosa, appiccicosa.

Peccardille: ghiaccio pendente dalle grondaie.

Pedetare: tipo di lumaca piccola.

Peparole (puparole): peperone.

Perdeneselle: prezzemolo.

Petunie: catena che pende dal camino.

Pipindone o pipidigne: peperone.

Pippijàre: sobbollire del sugo.

Piscuoie: pozzanghera.

Pizzute: appuntito. 

Plocche: fango.

Precoche: pesca o peto o bella ragazza.

Perdeneselle: prezzemolo.

Petresemele/Purtusemele: prezzemolo.

Presentose: detto di persona presuntuosa, vanitosa. Nell'accezione più negativa: arrogante.

Precoche: pesca. Ma anche: peto.

Pretlatte: sgabello.

Purta' lu cafè: fare visita a parenti e conoscenti in occasione di un evento di lutto.

Quatrale: bambino.

Quèjere: strizzare bene.

Ranare: scopa.

Randinije: mais.

Rizzillare: scalpitare.

Ronghe: roncola.

Sberrutare: slegare.

Sbariavìnde: volubile.

Scattone: insalatiera.

Scazzamaurille: imbroglioncello.


Scdirrinarse: sfiancarsi.

Sciacquatte: donnicciola.

Sciacquette: l'ultimo bicchier di vino.

Sciure: nonno.

Sciusciare: soffiare il naso o consumare.

Scluccuije: buccia dell'uva spremuta.

Sgridare (sgridire): fare le pubblicazioni di matrimonio in chiesa.

Straccari (straccali): bretelle.

Scupinare: zampognaro. 

Scupine: zampogna.

Sparpaione: pipistrello.

Silustre: fulmine.

Smammare: andare via.

Spare: strofinaccio.

Sparone: canovaccio.

Spasetta: vassoio.

Sctozze: grossa fetta di pane.

Stricciare: pettinare i capelli intrecciati.

Strole: porcile, gallinaio. 

Taccijàre: tagliare finemente sul tagliere.

Tijane/Tijanelle: teglia/piccola teglia.

Tiracapille: litigio.

Tornacundavece: era meglio.

Tragne/Tragnucce: secchio/piccolo secchio.

Tragnu/Tragnittu: secchio/piccolo secchio.

Tramare: guardare/tramare di nascosto.

Trocchele: recipiente per il contenimento del cibo per gli animali.

Truppz/Truppzelle: sgabello/piccolo sgabello.

Uantiera: vassoio.

Undunòre: suono dell'Ave Maria.

Vaccile/Vaccilette: contenitore fondo. Scodella. Insalatiera.

Vasanecole/vacianicole: basilico.

Vezzoche: detto di donna dai facili costumi.

Vicàche: cespuglio con spine.

Vindivare: nominare.

Vrescenale: rosolia.

Vroscele: rosolia.

Vrote: acqua dove si è cotta la pasta.

Zarzalosa:  donna sciatta e incline al volgare.

Zuzzuriiòie: caratteristico rumore dell'acqua che bolle.