domenica 20 marzo 2022

Abruzzese, διάλεκτος, lingua




Il greco, il latino e l'abruzzese.


L'abruzzese è davvero un dialetto? 
Possiamo accostarlo ad un idioma completo ed indipendente?

Per prima cosa diamo corretta interpretazione dei termini. Le lingue classiche, come sempre, vengono in nostro aiuto grazie alla comune origine indoeuropea.

In greco antico, il termine διάλεκτος indica un modo di parlare definito dall'utilizzo in una determinata zona. Una lingua precisa usata in un preciso ambiente, circoscritto.
Il dialetto è un modo di esprimersi "usuale", comprensibile da tutti coloro che abitano in quel territorio.
Esiste un dialectus anche in lingua latina, con lo stesso significato.

Altra cosa è la κοινὴ, espressione al femminile dell'aggettivo κοινός, il cui significato è quello di "comune". 
La koiné è la modalità di comunicazione, vale a dire la lingua, utilizzata da un vasto numero di persone, insomma l'idioma considerato universale. Generalmente tale idioma si è formato da un dialetto "principale", cioè più diffuso e/o più conosciuto che, per così dire, prende il sopravvento rispetto agli altri.

L'aggettivo κοινὴ lo accostiamo a γλῶσσα, la lingua intesa anche come strumento per comunicare. Dunque molto più vicina, nel senso, alla lingua,ae  del nostro latino che, tra le diverse valenze di significato ha proprio quella che si riferisce alla parte anatomica.

Γλῶσσα κοινὴ, quindi, è lo strumento di comunicazione utilizzato da un nutrito gruppo di persone, generalmente una popolazione stanziata su un determinato territorio. Esse, per comprendere e farsi comprendere, adoperano un registro comune che risponde a dettami e norme precise, in fatto di grammatica, lessico, pronuncia, utilizzo dei termini. 
Ciò che caratterizza una lingua, dunque, è proprio il fatto che coloro che la utilizzano accettano di rispettare determinate regole.

Possiamo dunque argomentare una sostanziale differenza fra γλῶσσα κοινὴ, quella che in latino diventa communis lingua, e che in italiano ci limitiamo a definire lingua, e il dialetto. 
Quest'ultimo appare limitato ad una zona circoscritta, in termini di spazio geografico, utilizzato da un nucleo di persone ivi stanziate. 
È importante sottolineare che il dialetto non si distacca dalla lingua ufficiale, ma ne è una "propaggine" e come tale differisce solo in alcuni minimi aspetti, quali la pronuncia, la cadenza che produce la cosiddetta inflessione o accento, al limite l'utilizzo di qualche parola caratteristica.

Ma procediamo ancora nell'argomentazione di prima.
Analizzando la parola διάλεκτος con maggiore precisione, vediamo che essa deriva dall'unione di διά e di λέγομαι

La preposizione διά ha già in sé insito un significato di movimento, dunque contiene un'immagine di un luogo non predefinito ma in costante divenire. Il movimento "attraverso per" ci fa ragionare sulla natura di quanto intendiamo con il nostro dialetto, in lingua italiana.

Dunque διά λέγομαι equivale a "dico attraverso": il verbo indica la parlata in cambiamento, o meglio il cambiamento della parlata, attraverso lo spostamento fisico da un luogo ad un altro.
Possiamo affermare che il dialetto è una variazione territoriale della lingua comune ed ufficiale, che non differisce da essa in maniera considerevole, con variazioni grammaticali, ad esempio con differente utilizzo delle parole, con l'utilizzo o meno di determinati modi o tempi verbali.

Arriviamo ora a ciò che ha mosso all'origine questo mio studio. 
Quanto l'abruzzese può definirsi lingua e quanto invece dialetto?

Sulla differenza, in italiano, fra lingua e dialetto molto è stato detto e scritto. E ancora gli studi sono vivaci.

Ripeto che una lingua per essere riconosciuta come tale, da tante persone, deve avere insito in sé un meccanismo di comunicazione che si basa su norme determinate che la fanno diversificare da altri idiomi.
Tali norme riguardano la sfera sintattico-grammaticale, quella semantica, quella della pronuncia e quella della esperienza nel tempo, che porta all'evolversi di diversi termini o modi di dire.

L'abruzzese ha una grammatica che lo rende differente dall'italiano, risponde a regole fonetiche specifiche e vanta una lunga storia che ha visto questa parlata mutare nel tempo.

Persino la costruzione delle varie proposizioni spesso differisce dall'italiano.
Faccio qui solo qualche esempio.
La proposizione interrogativa, in abruzzese è spesso introdotta dal "che".

Che me le se preparate chela  carte? - Me l'hai preparata quella carta?

Il condizionale è pressoché inesistente.
La proposizione ipotetica, nelle sue valenze della possibilità e dell'irrealtà, infatti, trova accostati nella protasi e nell'apodosi due congiuntivi, in vece di un congiuntivo ed un condizionale.

Le facesse, se putesse. - Lo farei, se potessi.

Non esiste il futuro

Nell'abruzzese ci sono alcuni suoni che non troviamo in lingua italiana: tra questi, quello più comune, è la pronuncia sct del binomio consonantico st.

La strade = (pronuncia) la sctrade.

Altra differenza con la lingua italiana è la presenza della cosiddetta vocale finale (o anche intermedia) indistinta. La vocale c'è ma non si sente. (Ricordo che, per mia comodità l'ho indicata con un colore diverso da quello del resto della parola, evitando di ricorrere al simbolo ufficiale).

La cas= (pronuncia) la cas.

Non mi dilungo troppo con gli esempi. Concludo dicendo che l'abruzzese non può essere considerato come dialetto, vale a dire come una variante territoriale della lingua principale, cioè dell'italiano. 
Possiamo dunque classificarlo come lingua.
Naturalmente si continuerà a definirlo dialetto, sia per comodità, e sia perché, per assurgere al ruolo (titolo?) di lingua, è necessario anche il riconoscimento ufficiale da parte di comunità scientifiche.

Azzarderei affermare che proprio all'interno della lingua abruzzese si sono diversificate varie parlate, differenti soprattutto nel suono, ma non solo. 

Queste numerose parlate che esauriscono la loro valenza nell'ambito di realtà territoriali circoscritte potrebbero quasi essere assimilate a dialetti: dialetti derivanti dalla lingua abruzzese.

Concetta D'Orazio

martedì 25 gennaio 2022

Riflessioni a tempo - Allenamento

La mente va tenuta allenata al pari del fisico. Come quest'ultimo si affloscia con l'inerzia, così quella si adagia sulla confusione essendo trascurata.

lunedì 20 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Lunedì, 20 dicembre 2021

Buonasera, nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021, siamo arrivati ad aprire la casellina relativa a lunedì 20 dicembre.

Vi propongo l'immagine della via in salita che conduce al Monumento ai caduti, posto in cima alla montagna di Ovindoli (AQ), ad un'altezza di 1400 metri circa. Da questo punto della città la vista si fa meravigliosa!



La città di Ovindoli si trova sull'Altopiano delle Rocche, nel Parco Naturale del Sirente Velino.
Splendida in tutte le stagione, in inverno è località rinomata per gli impianti sciistici.

A domani,
Concetta D'Orazio










Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Domenica 19 dicembre 2021

Nel Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021, apriamo la casellina di domenica 19 dicembre.
Ricordiamo un cibo che sicuramente sarà presente sulla tavola dell Vigilia di Natale:
lu baccalà, il baccalà.




Sono molti i modi in cui proporre il baccalà: in umido con salsa semplice di olio e prezzemolo, arrosto oppure fritto.

A domani, 
Concetta D'Orazio





sabato 18 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Sabato 18 dicembre 2021

Eccoci, ormai a Natale manca solo una settimana. Le cucine abruzzesi sono in fermento, le pentole fumano già. Da noi la preparazione alle cene e ai pranzi natalizi inizia con largo anticipo.




Nell'aprire la casellina di oggi, sabato 18 dicembre, del nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021, voglio riproporre la ricetta di alcuni dolcetti che sulla tavola della nostra famiglia non mancano mai, le totere.



Ingredienti

1 cucchiaio di olio e 1 cucchiaio di zucchero per ogni uovo (la dose media è di 4 uova).
Mezza bustina di lievito per dolci (aumentare la quantità a seconda del numero di uova. Mezza bustina va bene per circa 4 o 5 uova).
Farina quanto basta ad ottenere un composto morbido, malleabile ma resistente alla lavorazione.
Crema gialla o crema al cioccolato o crema chantilly per la farcitura.
Per la realizzazione di questa ricetta occorrono stampi a forma di cono.


Preparazione

Disporre tutti gli ingredienti sulla spianatoia ed impastare fino ad ottenere un composto che non si attacchi alle mani e possa essere lavorato facilmente nell'apposita macchinetta.

Dopo aver passato la pasta più volte nella nonna papera, avrete tante piccole sfoglie da tagliare in striscioline di larghezza di circa 4 cm.
Avvolgere le strisce attorno agli appositi stampini a forma di cono, avendo cura di stringere il più possibile la pasta, per evitare che si decomponga durante la frittura. 
Occorre quindi friggere i cannoli in olio molto bollente, girandoli in continuazione per evitare che la pasta si annerisca e si bruci. Disporre su un piatto i cannoli fritti, dopo aver fatto scolare l'olio.

La crema. Le possibilità sono due: o la fate o componete quella già preparata nelle bustine cui occorre aggiungere solo il latte freddo. Io preferisco le creme pronte, per motivi logistici ma anche perché sono molto buone. Dopo aver preparato la crema (gialla, al cioccolato, chantilly) introdurla (calda) nei cannoli fritti. Lasciar raffreddare, a temperatura ambiente, e servire.


A domani,

Concetta D'Orazio


venerdì 17 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Venerdì, 17 dicembre 2021


Buonasera, eccoci ad aprire la casellina di venerdì 17 dicembre, nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021.




Questa occasione la dedichiamo ai rustici abruzzesi al formaggio di cui ho scritto più e più volte. I fiadonetti non mancano mai sulle tavole delle feste. Anche se vengono soprattutto preparati nel periodo pasquale, essi si ritrovano anche nei banchetti delle feste natalizie, spesso serviti fra gli antipasti.

Caratteristica dei fiadonetti è il goloso connubio fra formaggio, uova e vino bianco.


Ingredienti per l’impasto


1 bicchiere di olio
1 bicchiere di vino bianco
farina  ”ad occhio”, secondo la famosa teoria della farina che si tira l’impasto, nota anche come teoria ad occhio della genitrice.
due cucchiaini di sale

Ingredienti per il ripieno

250 grammi di formaggio morbido di mucca
250 grammi di formaggio rigatino
6 uova

Preparazione

Disporre la farina a fontana e versare nel mezzo il bicchiere di olio, il bicchiere di vino bianco e il sale.
Impastare, inglobando la farina gradualmente fino ad ottenere un composto morbido facilmente lavorabile con il matterello.
Stendere la pasta ad uno spessore di circa mezzo centimetro.
Con il bordo di un bicchiere (o con altra formina adeguata) tagliare dei dischi rotondi con i quali si andranno a foderare gli stampini di alluminio.

Preparare il ripieno, mescolando i due tipi di formaggio, con le uova e disporlo all'interno degli stampini.
Con la pasta avanzata, formare striscioline da applicare a croce sul ripieno.

Cuocere per 30 minuti circa, a forno preriscaldato a 200°.

A domani,
Concetta D'Orazio





giovedì 16 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Giovedì, 16 dicembre 2021

 



Buon pomeriggio, eccoci anche oggi, giovedì 16 dicembre, ad aprire il nosttro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021.
L'immagine che vi propongo è quella della famosa Rocca di Calascio.

Della Rocca già scrissi in questo articolo.
Dal paese, Calascio, occorre salire ad una quota di oltre 1400 metri. Ai piedi della Rocca vi è il borgo, recentemente ricostruito ed utilizzato per fini turistici.

Sulla Rocca troviamo il castello, la cui costruzione risale all'undicesimo-dodicesimo secolo. Le torri circolari furono aggiunte in un secondo momento.

A domani, con una nuova casellina.

Concetta D'Orazio









Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Mercoledì, 15 dicembre 2021

Purtroppo apro in ritardo questa casellina del Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021, ma meglio tardi che mai.

Il 15 dicembre voglio dedicarlo alla frezzóre, la padella, la regina della cucina natalizia, impegnata in questi giorni in ardimentosi ghirigori di fritture.




Cosa si frigge nelle cucine abruzzesi, nei giorni di Natale?

Rustici salati (crustili), baccalà, verdure pastellate, dolci (cavicionetti), insomma la frezzóre è sempre sul fuoco!





martedì 14 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Martedì, 14 dicembre 2021

Buonasera, apro in tutta fretta la casellina di martedì 14 dicembre del Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021, essendo stata impossiibilitata a preparare l'articolo nel corso della giornata.

Vi saluto velocemente, lasciandovi l'immagine dei cosiddetti crustili, i rustici salati, con impasto di farina e patate, caratteristici del periodo delle feste.




Ingredienti

2 patate di media grandezza
500 gr. di farina
2 bicchieri di acqua tiepida 
1 bustina di lievito liofilizzato o mezzo cubetto di lievito di birra
2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero
olio extra vergine di oliva, necessario per la frittura

Preparazione

Lessare le patate e quindi schiacciarle. 
Impastare tutti gli ingredienti fino a formare un composto non troppo duro (la pasta dovrà risultare "filante")
Se utilizzate il cubetto di lievito, sarà necessario scioglierlo prima in un po' d'acqua tiepida con un pizzico di zucchero.
Ecco l'impasto ottenuto.
Far lievitare la pagnottella al calduccio, fino a quando non avrà raddoppiato il volume.
Dopo aver infarinato le mani, prendere dei pezzetti di pasta e "allungarli" in una padella con olio bollente.
Friggere. Scolare l'olio in eccesso poggiando i crustili su carta assorbente.
I rustici, a seconda dei gusti, possono essere spolverizzati con un pizzico di sale o di zucchero.
Servire caldi o freddi.

A domani,
Concetta D'Orazio






lunedì 13 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Lunedì, 13 dicembre 2021



Buonasera, eccoci ad aprire la casellina di oggi, lunedì 13 dicembre, per il nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021.
Nella giornata dedicata a Santa Lucia, voglio riproporvi una parola che in Abruzzo utilizziamo molte volte al giorno, anche se ai nostri tempi è stata sostituita con un termine più moderno. La parola è lésche, cioè la fetta di pane, la fette de pane.


Il termine lésche, in abruzzese,  diventa lesca quando è accompagnata da aggettivo.
La lésche, dunque, diventa la lésca onda, cioè una fetta di pane con olio (unta), anche conosciuta come la lésche de pane ónde.

A domani,
Concetta D'Orazio





 

domenica 12 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Domenica, 12 dicembre 2021

 


Buonasera, eccoci giunti ad aprire la casellina relativa a domenica 12 dicembre, nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021.

Vi piacciono i bocconotti?

Io li amo molto, anche perché sono dolci la cui origine viene rivendicata da un paese della mia zona, Castel Frentano (Ch). La leggenda vuole che il nome bocconotto derivi da boccone, ad indicare che essi possono essere consumati con un sol piccolo morso o qualcuno in più.

La loro caratteristica principale è quella di essere composti da un impasto che, tra le altre cose, comprende mandorle tritate e cioccolato.

La ricetta originale del bocconotto castellino (di Castel Frentano) è custodita gelosamente dalle famiglie depositarie, che la tramandano di generazione in generazione per non perdere la preziosa tradizione.

Dunque, non conoscendo l'esatta ricetta, ci si accontenta di provare a preparare questi dolci, sperimentando le varie versioni.

Vi propongo la mia, già pubblicata anni fa qui sul mio blog questepagine.

Ingredienti per il ripieno

200 gr di mandorle 
200 gr di cioccolato fondente
6 tuorli di uova
200 gr di zucchero
400 cl di latte 
cannella
1 bicchierino di liquore dolce
1 buccia di limone grattugiata

Ingredienti per la pasta frolla 

10 tuorli di uova
8 cucchiai di olio
125 di burro
150 gr di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
farina q.b. (circa 600/700 gr)

zucchero al velo 

Preparazione

Iniziamo con il ripieno. Mettiamo a tostare le mandorle. Io l'ho fatto in una teglia, nel forno della stufa a legna.
Tritiamole molto finemente. Mescoliamo le uova, con lo zucchero, il cioccolato spezzettato o tritato grossolanamente, il latte, la cannella, il liquore e la buccia di limone. Portiamo ad ebollizione il composto e lasciamo in cottura per una decina di minuti. Lasciamo raffreddare e aggiungiamo le mandorle grattugiate, amalgamando bene il tutto. 

Pensiamo ora alla pasta frolla. Mescoliamo tutti gli ingredienti: uova, zucchero, olio, burro, lievito e farina. Otterremo un composto morbido. Prepariamo i pirottini. Io ho utilizzato quelli in silicone che non necessitano di essere imburrati ed infarinati prima di contenere il composto. Adesso sistemiamo l'impasto della frolla all'interno delle formine. Mettiamo il ripieno, avendo cura di arrivare fin quasi all'orlo dei "cestini", senza però raggiungerlo. Con un coppapasta, oppure con un bicchiere rovesciato, cerchiamo di tagliare sulla pasta frolla un dischetto che abbia la stessa misura dei nostri "cestini". Posizioniamolo sopra, a mo' di copertura. Mettiamo i dolcetti su di una teglia ed inforniamo a circa 180°. Lasciamoli raffreddare e cospargiamoli di zucchero al velo.



A domani,

Concetta D'Orazio





sabato 11 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Sabato, 11 dicembre 2021

 



Benritrovati nel Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021, apriamo la casellina di sabato 11 dicembre 2021.

Oggi vi propongo l'area archeologica di Amiternum, città italica fondata nel X - IX secolo a.C. dai Sabini, sul colle San Vittorino, L'Aquila
Nel III secolo a.C. divenne municipium, dopo essere stata conquistata dai romani. La città raggiunse il massimo splendore in età imperiale.

Nell'86 a.C. diede i natali allo storico Gaio Sallustio Crispo.

Nell'area archeologica rimangono i resti di un teatro, di età augustea, un anfiteatro del I secolo d.C., ciò che rimane delle terme e di un acquedotto, pure di età augustea.

A domani,

Concetta D'Orazio








venerdì 10 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Venerdì, 10 dicembre 2021

 



Buonasera, anche se ho scritto molte volte sui dolci tipici per eccellenza d'Abruzzo, non potevo lasciar passare questo Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021, senza citare le nostre amate pizzelle.
Dunque dedico ad esse la casellina di oggi, venerdì 10 dicembre.

Le pizzelle sono conosciute e preparate in tutte le zone d'Abruzzo ma esse si differenziano per forma ma soprattutto per spessore, a seconda della località.
La ricetta non è la stessa per le diverse versioni, necessitando di diversa quantità di farina, a seconda della morbidezza o della croccantezza del dolce che si vuole ottenere.


Esiste una differenza fondamentale tra le pizzelle in uso nei paesi del chietino e quelle che si consumano nella zona del pescarese: qui erano chiamate anticamente neole, nuvole, si caratterizzano per essere più dure e più friabili delle pizzelle vere e proprie. 
Lo spessore del ferro con cui si realizzano è minore e, generalmente, l’impasto è più duro e si ottiene con l’aggiunta di una maggiore quantità di farina.
Questa è la ricetta delle pizzelle morbide, tipiche dei paesi del chietino.

Ingredienti

6 uova
6 cucchiai di zucchero
12 cucchiai di olio extra-vergine di oliva
farina q.b. (o quanto l’occhio ne ritiene opportuna)
la buccia grattugiata di mezzo limone
Eventualmente è possibile aggiungere qualche cucchiaino di lievito per dolci.

Occorrente: ferro per pizzelle
Esistono ferri per la cottura sulla fiamma e ferri elettrici.

Preparazione

Mescolare con cura tutti gli ingredienti, iniziando dallo zucchero con le uova, aggiungendo quindi l’olio, la buccia grattugiata di limone e, in ultimo, la farina (ed eventualmente il lievito).
Come regolarsi con la farina? Il composto dovrà risultare né troppo liquido né troppo duro: versandolo da un cucchiaio, dovrà essere filamentoso.  
Sarà opportuno naturalmente provare una piccola quantità di impasto nel ferro per capire la giusta consistenza dei dolci. 
Ungere l'arnese e riscaldarlo sulla fiamma oppure attendere che esso arrivi a temperatura, se alimentato a corrente.
Porre al centro del ferro un mestolo di composto, cuocere, avendo cura di rigirare l'attrezzo da un lato e dall'altro.


A domani,
Concetta D'Orazio








giovedì 9 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Giovedì, 9 dicembre 2021




Buonasera, eccoci ad aprire la casellina di giovedì 9 dicembre 2021, nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2021.

Vi propongo l'immagine della Basilica di Collemaggio, nel particolare la facciata, così luminosa per il rivestimento in pietra bianca e rosa.  

Simbolo della città dell'Aquila, la basilica è posta sul promontorio Collemaggio.

Fu fondata nel 1288, per volontà di Pietro dal Morrone, che venne incoronato papa Celestino V, nel 1294

Pietro dal Morrone, con la Bolla del Perdono, istituituì la Perdonanza Celestiniana, che si tiene ancora annualmente. Ad essa collegato è il portale della parete sinistra, chiamato Porta Santa.


A domani,

Concetta D'Orazio




mercoledì 8 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Mercoledì, 8 dicembre 2021

 



Buonasera, continuo con il Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, aprendo la casellina di Mercoledì, 8 dicembre 2021.

Ecco la giornata dedicata alla celebrazione dell'Immacolata Concezione.
Oggi è il mio onomastico.

Il nome Concetta era molto diffuso nella mia regione, ma negli ultimi tempi è diventato meno frequente. 
Insieme ad esso, i nomi più usati nell'area abruzzese, fino a qualche generazione fa, erano:

Assunta
Carmela
Concetta
Lucia
Maria
Nicoletta
Rosa


Alfredo
Antonio
Domenico
Gabriele
Giuseppe
Luigi
Mario
Nicola
Pasquale
Pietro
Salvatore
Vincenzo

Suggeritemene altri, ne aggiungerò.
A domani,

Concetta D'Orazio













B

martedì 7 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo -Martedì, 7 dicembre 2021


Apro questa casellina del nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, 7 dicembre 2021, in tarda serata, ma meglio tardi che mai!
Ho deciso di dedicarla alla Badìa di Santo Spirito, in località Roccamorice (PE).


L'eremo, fondato prima dell'XI secolo dai monaci benedettini, fu dimora di Pietro dal Morrone, papa Celestino V, che contribuì a dar vita alla congregazione monastica e ad ingrandire il nucleo originario.
Nel 1586 il complesso ottenne il titolo di Badìa.




Situato ad un'altitudine di 1130 metri sul livello del mare, è formato dalla chiesa, dall'eremo vero e proprio, con la stanza del Crocifisso, dalle cellette, dal monastero e dalla Scala Santa e dalla foresteria.


A domani,
Concetta D'Orazio