lunedì 19 settembre 2016

Curriculum vitae




Concetta, Anna
D'Orazio

data di nascita: 28/01/1968


Studi

Università degli studi di Roma, La Sapienza, 1994, Laurea in lettere, indirizzo classico. Votazione finale 110/110.
Tesi di laurea in Numismatica greca e romana, dal titolo La monetazione di Tiberio.

Liceo-ginnasio, Vittorio Emanuele II, Lanciano, Diploma di Maturità. Votazione finale 57/60.

Ulteriore formazione

Enfap Abruzzo, Lanciano, 1997, qualifica di Tecnico Desk Top Publishing.

Università degli studi di Roma Tre, Didattica generale e museale. Corso di Perfezionamento. 
Anno Accademico 1995/96.

Università degli studi di Roma Tre, Tecnologie per l’insegnamento. Corso di Perfezionamento.
Anno Accademico 1994/95.

Attività di insegnamento

Attività di  Docente di Materie letterarie, a tempo determinato, nella Scuola Secondaria.

Competenze

Nell'ambito del percorso volto ad ottenere la qualifica di Tecnico Desk Top Publishing, ho acquisito competenze inerenti a:

- Informatica di base (hardware e software del PC);
- sistema operativo MS-DOS, Windows e piattaforma Mac OS;
- principi di Editoria;
- impostazione di una Pubblicazione e di un documento;
- Preparazione Immagini (acquisizione, foto-ritocco, foto-montaggio). 
- Editing Testo e titolazione;
- Editoria Elettronica e figura professionale del DTP.
- creazione di pagine Web.

Esperienza in ambito di Self Publishing e della scrittura sul Web

Dal 2012 ad oggi ho maturato considerevole esperienza nell'ambito dell'auto-pubblicazione.
Nel particolare, mi sono occupata di:

- sottoporre a correzione bozze e ad editing i testi da pubblicare sul Web o comunque in formato digitale;
- impaginare un libro e renderlo adatto alla pubblicazione in formato e-Book;
- pubblicare e rendere disponibile all'acquisto o in forma gratuita il libro;
- seguire tutte le fasi del processo del Self Publishing, dalla pubblicazione alla promozione.

Ho scritto e scrivo in maniera pressoché quotidiana sul Web.
Gestisco il blog questepagine, dedicato a variegati argomenti di mio interesse, quali la scrittura e questioni filologiche, le lingue antiche, l'Abruzzo, la cucina.
Ho pubblicato diversi e-Book.


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Ho pubblicato

Ad oggi, questo è l'elenco dei libri pubblicati in formato e-Book.
Sarà sufficiente cliccare sul titolo, per ottenere il relativo link per l'acquisto.

2012 Florilegio, la mente cammina dove la penna si trascina

2012 Inganni di coscienza

2013 Sette giri di donna

2013 Nero di memoria

2014 La fragranza dell'assenza

sabato 17 settembre 2016

E verrà il silenzio ad ascoltare i miei ragionamenti.
Verrà il silenzio a consolare le acque segrete che scivolano leggere, fino alle labbra.
C'è silenzio fra quelle carte che ho in mente e che devono andare giù.

venerdì 16 settembre 2016

Abruzzo: modi di dire, proverbi ed espressioni in dialetto.






Cari lettori abruzzesi e simpatizzanti d'Abruzzo,
come molti di voi sanno, nell'articolo dedicato alle parole in lingua abruzzese che oggi sono poco utilizzate, mi ero occupata di raggruppare i termini che rischiano di essere dimenticati.
Il brano è in continuo aggiornamento, grazie alla vostra gentilezza e pazienza nel volermi aiutare in questo lungo percorso di recupero dei termini.


Oggi, com'è naturale, il dialetto va perdendo le sue originarie peculiarità, per assomigliare sempre più alla lingua italiana. 
Ad essere in pericolo di oblio non sono soltanto i singoli termini ma anche i modi di dire e i proverbi che un tempo erano ripetuti dai nostri nonni ed antenati.
Per questo motivo ho ritenuto importante raccogliere in nuovo articolo queste espressioni, continuando a confidare nella vostra disponibilità a completare la lista.



Per mia comodità ho scritto con un colore diverso la vocale indistinta, che non va pronunciata. Avrei potuto utilizzare il relativo simbolo grafico (e rovesciata) ma ho preferito adottare questa soluzione, per permettere a tutti un'immediata comprensione.
Ho inoltre riportato le espressioni con accento e apostrofo che mi sono stati di volta in volta suggeriti da chi me le ha indicate.

Non ho dato un ordine alle espressioni. L'articolo è in continuo aggiornamento.



Proverbi


- Vidò' e nin tuccà' è 'na cosa da cripà'.

Vedere e non toccare è una cosa da crepare.

- Si l'orte nni bbòve, lu patròne nni magne.

Se l'orto non beve, il padrone non mangia.

- Statte 'ngh (e) si quaranta guaie. / Sctatte 'ngh (e) 'sse poche uaie.

Resta con quei quaranta guai. / Rimani con quei pochi guai. 

- Lu piatte de la cummare è sempre 'cchiu rosse.

Il piatto della comare è sempre più grande. Le cose altrui sono sempre migliori.

- Lu monace vreognoso porte la visaccia vote.

Il monaco timido ha la bisaccia vuota.

- Ne ruje e ne muje.

Non parla e non fa alcun cenno.

- Nen tresche e nen spicce l’are. 

Non trebbia e non sgombera il campo. Né prende provvedimenti né si assume responsabilità.

- A preta a preta s’è fatte Rome.

La città di Roma è stata costruita con una pietra dopo l’altra. È bene fare le cose con calma.

- L’acque ca n’a venute in ciele scta.

L’acqua che non è venuta giù è rimasta in cielo. Prima o poi tutto accade.

- Tire uje ca ve dumane.

Vai avanti oggi, ché domani arriverà. Vivi alla giornata.

- Arepuse ‘ssa cocce.

Fai riposare la testa. Non mettere troppa carne al fuoco. Fai le cose con calma.

- Che ce tie’ ‘ncocce? La canije?

Che cosa hai in testa? La crusca? Hai idee strane e strampalate!

- Se allenzate cumma a na caijne!

Cova come una gallina.

- Vaijo,' a calate de sole, va' a strama.

Ragazzo, dopo il tramonto, governa le bestie.

- Setacce setacce, coma mi fi, cuscì te facce.

Setaccio, setaccio, come mi fai, così ti faccio. Occhio per occhio, dente per dente.

- N' vaj' a la chiese ca so cioppe; a la cantine chiane chiane...

Non vado in chiesa perché non cammino bene; alla cantina arrivo lentamente. Faccio quel che mi conviene.

- Povere la pecure che je pese la lane!

Povera la pecora a cui pesa la lana.

- Addo’ scta troppe ijelle nen fa mai juorne.

Dove ci sono troppi galli non fa mai giorno.

- Tu pienne come ‘na ceresce.

Sei penzolante come una ciliegia.

- Chi nen te’ bone la cocce, te’ bone le gambe.

Chi non ha buona testa deve avere buone gambe. Chi non è veloce con il pensiero, deve essere veloce con le gambe.

- Che bella jande, Giuva'!

Che bella ghianda, Giovanni! (Riferito a chi cambia discorso all'improvviso).

-  Se sé move lo rano, 'nqua parti tira vento (dialetto aquilano). 

Se si muove il grano da qualche parte tira vento.

- Rosce d sere , bontempe se spere. 

Rosso di sera, buontempo si spera.

- Che nin puzza ote manghe dendre a l'ussarje.

Che tu non possa riposare neppure nell'ossario. 

- Tire uje ca ve duman
e!

Tira avanti oggi, che poi c'è domani. Lascia trascorrere il tempo.
- Lu setacce da je’ e da mene'.

Il setaccio deve andare e deve tornare indietro. Il bene che si fa deve essere ricambiato.



Espressioni

Fa ciche ciche.  

Fare il solletico.

Purta' lu café.

Recarsi in visita in seguito a ricovero o lutto in famiglia, con l'accompagnamento di un dono, consistente in generi alimentari.

Purta' la dodde.  

Il significato letterale di questa espressione è quello di "portare la dote". L'espressione si riferisce ad una tradizione, ancora molto radicata in alcuni paesi quasi fino a qualche decennio fa. La futura moglie, accompagnata dai famigliari, pochi giorni prima delle nozze, si recava in quella che sarebbe diventata la casa coniugale, a "depositare" la dote che consisteva in biancheria intima e per la casa.

Ijenne casilienne. 

Andare spettegolando per le case.



venerdì 9 settembre 2016

Le buttije de la pemmadore - L'attrezzatura



«Acchiappeme la callare, acchiappelemele 'nzimbre, una a nu late e una a l'atre. Arepunneme le buttije.». 
(Prendiamo, tiriamo giù dal fuoco, il calderone, prendiamolo insieme, una da un lato e una dall'altro. Mettiamo a posto le conserve).

Quante volte abbiamo sentito ripetere queste parole? Io custodisco questo ricordo da quando ero bambina. Una tradizione classica di fine estate: preparare le conserve di pomodoro.

Ultime settimane di agosto: il tempo per provvedere al sugo dell'inverno è quasi terminato e noi abruzzesi abbiamo già messo a posto le nostre buttije, sistemandole in fila perfetta sulle mensole in cantina, in taverna o in garage.


Una volta estratte dal calderone, dopo la bollitura e dopo il riposo nel contenitore stesso, fino a quando l'acqua di cottura sarà diventata fredda, le conserve di pomodoro possono essere prese, asciugate e messe finalmente nei contenitori o sulle apposite mensole.

Ogni famiglia abruzzese ha un posto per le conserve, in dispensa. 
Mio padre tiene il conto di quelle prodotte a fine estate e, ogni anno, fa il paragone con quanto preparato nelle stagioni passate: ne abbiamo di più, ne abbiamo di meno...


Il termine buttije è il corrispondente abruzzese dell'italiano bottiglie, i contenitori per eccellenza delle preziose e corpose conserve, preparate rigorosamente in casa.
Il passato di pomodoro può trovare accoglimento pure nei barattoli. 
A voler essere precisi, a casa mia, da sempre, nelle bottiglie viene sistemata la conserva passata, mentre nei barattoli si preferisce mettere i pomodori tagliati a piccoli pezzi, le pemmadore a pezzitte.

Fra le attrezzature essenziali di cui ogni famiglia dispone, per la realizzazione della salsa, non può mancare la vaschetta di plastica in cui raccogliere i pomodori, una volta lessati.
Un altro contenitore, di plastica o di altro materiale, servirà invece a contenere il succo.





Attrezzo indispensabile al produttore di buttije fatte in casa è lo spremi pomodoro elettrico.


Generalmente il lavoro viene suddiviso in varie fasi, ognuna delle quali è affidata ad una persona. 
C'è l'addetto ad inserire i pomodori, lessati, all'interno del contenitore ad imbuto dello spremi pomodoro e c'è chi invece si preoccupa di tenere ferma la vaschetta in cui viene raccolta la salsa, adoperandosi a rimestare di tanto in tanto.


Dopo aver imbottigliato la salsa, si procede a tappare le bottiglie. Questo è un lavoro di precisione e, dunque, deve essere affidato ad una mano meticolosa.
L'attrezzo necessario è il tappa bottiglie.


Nei giorni precedenti a quello scelto per fare le buttije qualcuno avrà avuto cura di preparare legna e rametti da bruciare.



Serviranno ad alimentare il fuoco sotto la protagonista della giornata: la callare, vale a dire il calderone in cui verranno messe a bollire le bottiglie di conserva.

Concetta D'Orazio




Sulla tradizione delle conserve in Abruzzo ho scritto anche qui.