mercoledì 31 maggio 2017
lunedì 22 maggio 2017
Abruzzo romano: Alba Fucens
Le rovine dei tempi non hanno rovinato il tempo.
Questo è il pensiero che mi infiamma, nonostante il sole sia primaverile e leggero il tepore; appoggio la mia persona su secolari pietre di storia.
Sì, il tempo pare essere rimasto immobile a guardare quelle testimonianze di epoche remote, periodi in cui la fama e la posizione invidiabile, a ridosso della via Tiburtina Valeria, ne fecero una colonia romana d'importanza strategica.
Alba, ai piedi del monte Velino, nel territorio in cui erano stanziate le popolazioni degli Equi e dei Marsi, è il nome che probabilmente indicava la vicinanza, in altezza, al sorgere del sole, a quasi mille metri sul livello del mare.
Così Alba ricordava l'altura su cui posarono la prima volta le pietre che andarono a formare la cittadina; allo stesso modo Alba indicava la luminosità dell'ora in cui il sole si affaccia.
Fucentia o Fucens richiamava il lago del Fucino e le genti marsicane fucentes.

Degli antichi splendori dell'età repubblicana scorgo quasi le impronte, allenandomi ad attraversare i lastricati delle vie.
Delle nuove responsabilità di colonia romana vedo gli equilibri architettonici.
L'anfiteatro, per gran parte scavato nella roccia, garantisce lo spettacolo, anche oggi.
Delle nuove responsabilità di colonia romana vedo gli equilibri architettonici.
L'anfiteatro, per gran parte scavato nella roccia, garantisce lo spettacolo, anche oggi.
Allenando il mio cammino lungo la strada che dalle rovine sale al colle vicino, guardo come al ricordo di Roma antica andò sostituendosi l'opera alacre della mano dei monaci e dei maestri.
Su quello che era stato il tempio di Apollo di Alba Fucens ammiro la Chiesa di S. Pietro (XII secolo).
Mi perdo nell'incanto dell'interno e tre navate, di quella semplicità che fa godere di meraviglia.
Concetta D'Orazio
Il sito archeologico di Alba Fucens si trova nel comune di Massa d'Albe (AQ).
Aree archeologiche d'Abruzzo, su questo blog:
Iuvanum
Peltuinum
Schiavi d'Abruzzo
Santuario di Ercole Curino - Sulmona
mercoledì 1 marzo 2017
Parole che ad essere pensate non hanno tempo.
Le stesse parole si adagiano sul foglio, come sul giaciglio degli innamorati.
Seguono il silenzio ed hanno bisogno solo di un poco di riflesso, per per farsi leggere, brillanti e accese.
E io le scrivo. Mentre taccio con la voce, le annoto con il cuore.
Scrivo la notte, immaginando il giorno.
giovedì 19 gennaio 2017
mercoledì 4 gennaio 2017
sabato 24 dicembre 2016
24 dicembre - Auguri
Auguro a tutti un Sereno Natale e vi ringrazio per aver seguito con me questo inusitato Calendario dell'Avvento d'Abruzzo.
A presto!
Concetta
venerdì 23 dicembre 2016
23 dicembre - A passeggio sul lungomare. Ortona.
Eccoci finalmente arrivati quasi al traguardo di questa nostra curiosa, ma spero anche interessante, iniziativa del Calendario d'Avvento d'Abruzzo.
La casellina si apre sul 23 dicembre.
Il profumo di pesce, che gusteremo sulla tavola di domani, ha richiamato in me l'immagine del mare. Quell'Adriatico d'Abruzzo che non è solo estivo ma che, anzi, ben si sovrappone all'atmosfera dei giorni di dicembre più belli.
Il mare, in inverno, ascolta le voci, le chiacchiere di chi passeggia stringendosi il bavero attorno al viso.
Il rumore dell'acqua, che saluta e ritorna, rende veloce il ritmo dei piedi di turisti o cittadini che li affrettano sulla Passeggiata Orientale, per rendere più tollerabile, con il movimento, il freddo della stagione.
Ripercorro più e più volte quella passeggiata. Canto nella mente le note che l'odore salmastro mi rimanda.
È perfetto quel movimento di andata e ritorno, di salita e discesa, di silenzio e di rumore. Le onde e il loro infrangersi contro i nostri cuori infreddoliti.
Ecco, amici, concludo anche per stasera, proponendovi una magnifica visita, nel corso di questi giorni di vacanza, nella cittadina di Ortona, che si trova in provincia di Chieti.
Non mancherò nel mio consueto riferimento alla gastronomia delle Feste.
Domani è Vigilia e, come da tradizione, il pasto sarà a base di pesce.
Eccellenze caratteristiche di questa giornata, sulle tavole d'Abruzzo, sono il baccalà e la pizza e foje.
Come sempre, a domani.
C. D'Orazio
Non mancherò nel mio consueto riferimento alla gastronomia delle Feste.
Domani è Vigilia e, come da tradizione, il pasto sarà a base di pesce.
Eccellenze caratteristiche di questa giornata, sulle tavole d'Abruzzo, sono il baccalà e la pizza e foje.
Come sempre, a domani.
C. D'Orazio
Ho scritto sul Natale d'Abruzzo
giovedì 22 dicembre 2016
22 dicembre - Cartoline
Oggi purtroppo non ho avuto tempo per scrivere; ho pensato con queste immagini di iniziare ad anticiparvi i miei più cari Auguri di Buon Natale.
Vi saluto, ricordandovi che abbiamo ancora due finestrelle da aprire nel nostro Calendario, prima del 25.
A domani,
C. D'Orazio
Ho scritto sul Natale d'Abruzzo
Promozione natalizia
Cari amici, i miei e-Book Nero di memoria e La fragranza dell'assenza saranno in promozione a € 0,99, per tutto il periodo natalizio.
mercoledì 21 dicembre 2016
21 dicembre - Chitarra in concerto
Bentrovati amici, come sempre, a tarda ora, apriamo una nuova finestrella, quella del 21 dicembre, nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo.
Oggi ho recuperato alcune foto che avevo scattato tempo addietro e che avevo messo da parte per quando avrei avuto l'occasione di mostrarvele.
Le immagini illustrano la realizzazione della cosiddetta pasta alla chitarra, di cui ho scritto tante volte.
In questo secondo link, invece, è illustrata la preparazione della pasta fatta in casa e quindi degli spaghetti, con la macchinetta automatica.
Mettete pronta dunque la sfoglia, come dai suggerimenti che potete ricavare sopra. Vi ricordo velocemente che per ogni commensale è previsto l'utilizzo di 1 uovo e la quantità di farina che a grandi linee si avvicina ai 100 grammi. Aggiungete un pizzico di sale e tirate la sfoglia.
Una volta pronta, preparate la chitarra tagliapasta, conosciuta anche come lu carratur(e).
Posizionate la sfoglia sulle corde della chitarra. Passate più volte con il matterello sopra di essa, assicurandovi che venga tagliata.
Lasciate cadere gli spaghetti nella parte sottostante dell'attrezzo, predisposta per raccoglierli.
Prendete ora le fettuccine e mettele ad asciugare sull'apposito attrezzo. Se non ne disponete, potete posizionare gli spaghetti anche adagiati su di un vassoio infarinato.
Non vi resta altro che mettere a bollire l'acqua.
Naturalmente avrete già pronto il condimento per questa specialià.
È vero che lo avete già pronto?
A domani,
C. D'Orazio
Ho scritto sul Natale d'Abruzzo
martedì 20 dicembre 2016
20 dicembre - La tradizione del pesce
Cari amici, siamo arrivati alla nuova finestrella del Calendario dell'Avvento d'Abruzzo; mancano pochi giorni al 24, la spesa per la tavola della Vigilia è stata già pianificata.
Il 24 è giorno di magro, si dice così. In realtà quella cena di magro avrà solo il nome.
Saranno serviti principalmente pietanze di pesce, accompagnate da contorni vari e dolci.
L'anno scorso suggerii un menù per la Vigilia.
In Abruzzo abbiamo una forte tradizione culinaria a base di pesce, tanto importante quanto quella a base di carne.
Nei ristoranti lungo la costa adriatica, ma anche in quelli dell'entroterra è possibile gustare prelibati primi piatti, ottimi antipasti, fritture e arrosti. Famoso è il cosidetto brodetto, una sorta di zuppa contente vari tipi di pesce, che sicuramente conosceremo meglio più avanti.
Sabato prossimo, sulle nostre tavole non potrà mancare il baccalà, considerato forse il cibo più caratteristico di quella giornata.
Importanza fondamentale in quella cena avranno gli spaghetti, meglio ancora se fedelini (formato sottile). La tradizione vuole che questi ultimi siano conditi da tonno.
Le sardine saranno utilizzate per accompagnare le pizze e foje, cavolfiori e cavolo cappuccio.
Sabato prossimo, sulle nostre tavole non potrà mancare il baccalà, considerato forse il cibo più caratteristico di quella giornata.
Importanza fondamentale in quella cena avranno gli spaghetti, meglio ancora se fedelini (formato sottile). La tradizione vuole che questi ultimi siano conditi da tonno.
Le sardine saranno utilizzate per accompagnare le pizze e foje, cavolfiori e cavolo cappuccio.
lunedì 19 dicembre 2016
19 dicembre - Brodo con scrippelle 'mbusse
Cari amici. apro la casellina del Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, proponendovi un piatto abruzzese molto conosciuto, tipico del teramano: le crespelle 'mbusse.
La ricetta propone le dosi per una singola persona che, dunque, sono da moltiplicare per il numero di commensali.
La ricetta propone le dosi per una singola persona che, dunque, sono da moltiplicare per il numero di commensali.
Ingredienti (per 1 persona)
1 uovo
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di farina
acqua q.b.
pepe
parmigiano
brodo di carne
1 uovo
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di farina
acqua q.b.
pepe
parmigiano
brodo di carne
Preparazione
Preparate un buon brodo di carne.
In una ciotola mettette l'uovo, la farina, il pizzico di sale. Sbattete il tutto, evitando la formazione di grumi. Aggiungete l'acqua.
Con l'aiuto di un mestolo, mettete il composto al centro di una padella antiaderente che avrete fatto riscaldare in precedenza.
Lasciate cuocere per qualche minuto e girate. Togliete quindi dal fuoco.
Cospargete l'interno della scrippella con abbondante parmigiano e arrotolatela su se stessa.
Disponete le scrippelle all'interno di un piatto e quindi versatevi sopra il brodo.
Spolverate di parmigiano e di pepe. Servite la pietanza ben calda.

A domani,
C. D'Orazio
In una ciotola mettette l'uovo, la farina, il pizzico di sale. Sbattete il tutto, evitando la formazione di grumi. Aggiungete l'acqua.
Con l'aiuto di un mestolo, mettete il composto al centro di una padella antiaderente che avrete fatto riscaldare in precedenza.
Lasciate cuocere per qualche minuto e girate. Togliete quindi dal fuoco.
Cospargete l'interno della scrippella con abbondante parmigiano e arrotolatela su se stessa.
Disponete le scrippelle all'interno di un piatto e quindi versatevi sopra il brodo.
Spolverate di parmigiano e di pepe. Servite la pietanza ben calda.

A domani,
C. D'Orazio
Ho scritto sul Natale d'Abruzzo

domenica 18 dicembre 2016
18 dicembre - Antichi riguardi
In questo periodo, ogni famiglia sa
con certezza come trascorrerà i giorni festivi, la Vigilia e il Santo Natale.
Gli inviti si fanno per tempo.
Generalmente gli accordi su dove e con chi trascorrere le
feste vengono stabiliti già dalle prime settimane di dicembre.
Tutto si prepara con anticipo. Si pensa
al cibo, alle bevande e si stabilisce in quali modalità servire in
tavola. Certo, oggi ogni cosa è più semplice, le
maniere per così dire "cerimoniose" appartengono al passato. Ai
nostri giorni tutto corre velocemente. Accessori di plastica sostituiscono in
modo efficace le predisposizioni del passato, anche in termini di servizi di
piatti, di bicchieri e di posate.

Un ricordo di bambina rimarrà per sempre nella mia memoria: prima di ogni pranzo o cena del periodo natalizio, mia nonna mi chiedeva di lucidare le posate, quelle che appartenevano al cosidetto servizio pesante, riservato alle grandi occasioni delle riunioni di famiglia.
Ogni volta, cucchiai, coltelli e
forchette dovevano essere ripassati con una tovaglietta all'uopo prediposta,
per renderli splendenti prima di essere appoggiati sulla tavola, a fianco della
salvietta. e per riporli per bene, come diceva nonna, ogni qualvolta venivano
riposizionati nel cassetto.
A volte trascorrevano anche diversi mesi
prima del successivo riutilizzo e le posate avevano tutto il tempo di
ingiallirsi un po'. A me, bambina, questo lavoro appariva inutile: ogni volta
chiedevo perché non si potessero utilizzare le posate normali, quelle che si
mettevano in tavola tutti i giorni, tenuto anche conto che sollevare cucchiai
pesanti risultava anche scomodo.
«Perché è festa!» Era la risposta perentoria che tagliava via ogni mia eventuale ulteriore obiezione.
Ed era festa non solo per le posate, ma
anche per i piatti, per i bicchieri e bicchierini. Tutto doveva essere
perfetto. Tutto doveva rispondere a rendere onore alla tavolata.
Rivedo i disegni che affioravano sopra i bicchieri e i bicchierini. Oggi non
se ne vedono più. Persino per il caffè occorreva utilizzare le tazzine
impreziosite da orpelli e bordi dorati.

Ecco, amici, vi lascio anche oggi con il racconto di questi miei ricordi. Vi aspetto domani, per aprire un'altra casellina del nostro Calendario.
Prima di chiudere il brano, tuttavia, mi
sembra doveroso riprorvi una ricetta della feste, visto che ultimamente ho
dimenticato di farlo. In ogni caso, scorrendo lungo la fascia laterale della
pagina del blog, potrete trovare tutte le indicazioni per preparare i piatti
più importanti della tradizione gastronomica abruzzese.
Una pietanza che sicuramente non deve mancare la sera della Vigilia è la nostra Pizze e foje.

A domani,
C. D'Orazio
Ho scritto sul Natale d'Abruzzo
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