lunedì 31 agosto 2015

La natura del tempo - Iuvanum



Le disposizioni dei tempi sono ancorate al suolo, lineari, pur nella loro vicendevole sequenza cronologica. 
Ettari di antichità si delineano in quelle sequenze costruite da mani di generazioni successive. 

La storia, fra i sassi che hanno sopportato il calpestio di millenni, non è passata, senza lasciare le tracce della sua presenza. 



Il tempo ha reso quasi naturali quelle concatenazioni di massi e di pietre e di lastricati, fondendole con la materia del paesaggio.

La vita politica e quella religiosa mantengono limiti definiti. Lì, in quella concentrazione di epoche passate, oggi spazio di frequentazioni turistiche moderne.

L'alternarsi di stagioni, di esigenze, di intermezzo si propone ai nostri occhi, invitando alla riflessione e all'immaginazione di tutta quella vita che è trascorsa.






Mi fermo e ascolto. Li vedo gli uomini, i cittadini e i viandanti. E poi sento donne e bambini, intenti a vivere quei loro tempi.

Mi fermo ancora e adesso provo a sentirne il profumo che si mescola oggi nell'aria e nel sole. In quelle solitudini amorevoli dei tempi andati.

Quell'anima passata si amalgama alla brezza delle stagioni di oggi.

E il sasso fa appoggiare anche le radici naturali.


Ora riprendo il cammino, voglio godere di nuovo di quella natura del tempo.

Concetta D'Orazio

Il parco archeologico di Iuvanum si trova nel territorio del comune di Montenerodomo (CH)




mercoledì 26 agosto 2015

Ho un sogno ma non è un gioiello



Da qualche parte mi fermerò.
In un posto mi definirò. Finalmente.
Saprò stanziarmi lì dove avrò deciso, in conclusione, che è giunta l'ora di far respirare lo stanco pensiero.

Sì, perché le idee le ho consumate, nel passato, rivoltandole nei ragionamenti. Contenevo, nei sensi primari e nella mente, una segreta fiducia di veder realizzato quel mio sogno

La speranza cominciò in maniera tranquilla. 

Avevo tempo, mi dicevo. 
Accadrà, mi ripetevo. 
Prima o poi, mi consolavo. 

Mi dava forza quella convinzione che, in fin dei conti, ero io quella che poteva decidere. Ero io a poter condurre la giostra che credevo fosse mia. 

Presumevo, con ingannevole determinazione, fosse mia.

Accade però che non si può guidare sempre nella direzione stabilita.
Neppure si può conservare quell'idea che, in fondo, non ci è mai appartenuta.
Gli anni del tempo acuiscono le preoccupazioni della vita. 
Le priorità di prima divengono fatti superflui del poi.

Gli anni del tempo consumano pure le energie dell'età. Da una parte.
E poi diminuiscono le possibilità di rigenerazione. 

Nella mia vita, tutto ha avuto una precedenza. Eccetto quel mio sogno.

In fondo è solo un desiderio e dunque può aspettare.

Lasciavo decantare quelle mie illusioni.
Sapevo di farmi male, ogni volta, ma tutto mi sembrava necessario. Eccetto quel mio sogno.

Lo vagheggiavo. Desideravo. Ma poi ricacciavo quello dentro, quasi nell'imbarazzo di voler chiedere troppo, di desiderare un desiderio pretenzioso.

Ma è pretenziosa la propria felicità?

Forse è un'ambizione superflua la soddisfazione?
E poi la compostezza. Quell'orgoglio personale che si congiunge pure all'aspirazione di coloro che ti tieni vicino, nel cuore?

Vagheggiando quella fantasia, in prima fila fra i miei desideri, le età sono aumentate.

Mi sono ritrovata improvvisamente ad essere costretta a rimpiangere quel che non ho mai avuto.

Come si fa ad abbandonare un desiderio non goduto?

Come si fa a punirsi, per aver osato tanto, senza darsi mai riposo?
Ma quali alternative avevo, se non la resa?

Di sicuro, quel mio sogno l'ho dovuto nascondere.

Avrei dovuto buttarlo. Ma non ce l'ho fatta.

E oggi, è tornato più prepotente che mai. È arrivato con forza a snervare queste poche energie.

Oggi, l'ho scoperto: non era un sogno quello mio.
Mi sbagliai per interminabili anni: quello non si chiamava desiderio.

Ora mi devo fermare, devo pensarlo in altri modi e, soprattutto, nell'immediato.
Subito deve accadere, presto si deve appagare.

Non posso più attendere, non me lo merito.
Non posso procrastinare, collassandomi le energie.

Non posso più lacrimare, perché quel che ho sbagliato a nominare, credendolo solo un vezzo, si impone adesso con tutta la sua durezza. Mi lascia un limite, oltre il quale non mi è consentito andare. E mi ricorda che è una necessità.

Ho un sogno ma non di un gioiello, di un anello, di un filo di perle. Non è una voglia superflua.

Io ho un sogno legittimo. Giusto. Onesto e perfetto.

E non è mai stato un gioiello.

Concetta D'Orazio

lunedì 24 agosto 2015

Il cuore resta sempre - Sant'Eusanio del Sangro


Lontana non fu una ricerca, una decisione personale. Lontana fu una necessità.

M'incamminai per la strada del destino, con cuore piuttosto meditabondo ma di sicuro non felice per il distacco da quel pavimento delle radici, cui le vicissitudini mi portarono.




Andai con la mente e con la fisicità. Il cuore però è rimasto.

Il cuore resta sempre, ancorato a zolle originali in cui l'idea nativa lascia il profumo del suo passaggio.




Pure la testa torna indietro, di notte. E poi ancora di giorno. A sentir quelle voci infanti e quindi adulte, ad ascoltar quei rintocchi di tempo.
La testa e il cuore spingono i ritorni. Declamano e lacrimano la riconsegna delle abitudini e delle costumanze.

E sono sempre qui, pure con la materialità delle braccia, delle gambe e degli occhi.
Lontana giammai. Sono qui.
Tento di attenuare le attese, mentre le radiche rivendicano, senza sosta, la restituzione al ceppo.

Il quartiere è  una vita intera.
Le vie sono le testimoni di passeggiate lente e veloci.

Le case cullano i silenzi di sempre.
Le mura raccontano le intelligenze pregevoli. Il vanto di noi tutti.






È questo il paese dell'arte e degli artisti
Queste vie hanno custodito e, anche oggi, custodiscono letteratura e poesia.
Si canta. Si suona. Si declama.

Qui si saluta l'amico, con un sorriso di verità.
La strada è maestra di operosità e d'ingegno.
La tranquillità non cerca distrazione.

Respiro i profumi. Guardo le sfumature. Interpreto le camminature.

I volti di una volta si congiungono a nuove identità: tento di indovinarle dalle fattezze del viso o dall'impostazione del sorriso, da abbinare ai protagonisti dei ricordi di ieri.
E, nonostante il tempo, le immagini ritornano sempre a gran voce. Le ascolto e le sento.
Sono ancora qui.

Non sono andata via. Mai.


Concetta D'Orazio

Sant'Eusanio del Sangro è in provincia di Chieti.

venerdì 21 agosto 2015

Un momento per sollevare l'anima - Sulmona



Da sotto. Guardavo da sotto quel romitorio piazzato in alto, quasi a permettere di far chiacchiere con il cielo.
O forse solo per avvicinarsi all'eternità.



La salita un po' mi incuriosiva, prima di porre i piedi, uno dietro all'altro, uno sopra all'altro, a percorrere quel tratto che dal basso conduce verso l'immenso. Verso la solitaria tranquillità del luogo di preghiera e di riflessione.




Il mio respiro mi accompagnava, a farmi largo su quella sorta di scalinata ricavata dagli accomodamenti naturali.
E su, fino a quella porta, piccola, come se volesse accogliere in un luogo ristretto la grandezza dei sentimenti più profondi.


Il silenzio di poco fuori rispecchiava quello all'interno. E si udiva la solitudine contemplativa. Incoraggiamento alla meditazione. 
Pungolo all'isolamento spirituale.



Sono rimasta seduta per gran tempo. Mi pareva di non avere pensieri da sbrogliare, né affari di mente da programmare. 
Mia era solo quella necessità di respirare la distensione voluta dal luogo di preghiera e raccoglimento.


Ho atteso tanto prima di abbandonare quegli spazi e tornare ai posti consueti, dove l'aria si respira dal basso e non si attraversa, quasi sospesi nel cielo.


L'eremo di Sant'Onofrio al Morrone (XIII sec.) si trova a Sulmona

Concetta D'Orazio

giovedì 20 agosto 2015

Ti amo


Ti amo troppo: una ridondanza che potrebbe parere falsa.
Ti amo non si dice. Ti amo si trasmette con la tenerezza degli occhi lucidi.
Ti amo non si grida. 
Si sillaba, alternando un gioco di mani sulla testa, sul collo e sulla nuca, ti amo.

Ti amo non si comunica ad altri. Si tiene per sé. E si trattiene con gelosia.
Ti amo non si conta. Troppo non è mai vero. Poco non è mai sufficiente.
Si solletica un ti amo.
E si gira, si accarezza. Poi si ferma e ti fa saltare ancora.

Ti amo non è verità, senza un balzo dietro la pelle.
Ti amo non è sincero, senza un respiro non più ritmico.
Ti amo non è sicuro, mancando una prova di fedeltà.

Ti amo e non è più tempo di gridarlo, di cantarlo e di pesarlo.
Tienilo dentro ma buttalo anche fuori.
Prova a tacerlo. E poi comunicalo al cuore. 
Al mio. Al tuo.

C. D'Orazio

mercoledì 19 agosto 2015

La mia notte per il giorno.

Ogni giorno impariamo ad imparare. Accumuliamo esperienze e le mettiamo nella personale dispensa di vita. 

Ogni giorno, tuttavia, è sempre uno in meno di quelli a nostra disposizione per poterci perfezionare. Vorrei svegliarmi domani e sapere di aver ancora tanto altro da conoscere. 

La mia fame di giorni non conosce tregua nemmeno con la buonanotte.


martedì 18 agosto 2015

Strano concetto si ha del rispetto.
Lo si esige dagli altri, ma poi lo si calpesta, zappando con le dita sulla tastiera.

lunedì 17 agosto 2015

Riflessioni a tempo - L'ignoranza

L'ignoranza mangia lo stesso pane dell'umiltà. 

Fine estate, fine letture da sole.

Cari amici, tra pochi giorni avrà termine la promozione Solo letture, letture da sole. 

I miei e-Book torneranno al prezzo consueto, ad eccezione di Inganni di coscienza, che, per il suo esiguo numero di pagine, manterrà il costo di 0.99 €






domenica 2 agosto 2015

Riflessioni a tempo - Consigli di lettura

Si consigliano libri, come se fossero peperoni o cipolle, sullo scaffale di tal fruttivendolo. E per giunta in offerta.