giovedì 29 maggio 2014

Autori a confronto - Io edito, tu editi, egli edita

Avete finalmente messo la parola fine al vostro romanzo. Tirate un sospiro di sollievo.
Credete di aver finito? Adesso arriva il bello!

Ecco come Antonella Sacco, Roberto Bonfanti, Mario Pacchiarotti e Concetta D'Orazio illustrano la personale metodologia nella preparazione del testo per la pubblicazione.








Antonella Sacco




Roberto Bonfanti




Mario Pacchiarotti





Concetta D'Orazio





Autori a confronto – Come si realizza un ebook

1.      Preparazione del testo, editing e correzioni.

Tutti oggi possono buttare online le proprie cose, componendole in un libro elettronico, da mettere in vendita in una delle innumerevoli librerie virtuali disseminate in Rete.
L’auto-pubblicazione è ormai alla portata di tutti. Tanti si scoprono così scrittori.
Non mi dilungherò sulla opportunità o meno di rendere di pubblica fruibilità i propri amati testi: chiunque si appresti a farlo deve avere necessariamente la consapevolezza che quell’atto li esporrà inevitabilmente a giudizio, buono e meno buono.
A me piace sapere che sono in tanti coloro che scrivono e che  le persone abbiano la necessità di trasporre sulla carta (nell’accezione più metaforica possibile del termine) sentimenti ed emozioni, per un intrinseco bisogno di comunicazione.

Sono sicura che ognuno di noi, allorquando clicca sul bottone della pubblicazione, ha ben chiari i rischi di ritorno di critica che un tale gesto comporta.
Proponendo i nostri testi, accettiamo implicitamente che essi siano graditi o condannati dal pubblico che ne usufruisce.
Se per ciò che concerne la trama ci possiamo affidare alla cosiddetta buona sorte, non è possibile invece attribuire ai capricci del fato anche il consenso di pubblico in merito alla perfezione o meno del testo scritto. Le parole, si sa, vanno articolate, pesate, validate. E poi ancora: la disposizione scritta deve essere comprensibile, piacevole ma soprattutto corretta.

Quanto facciamo per rendere perfetti i nostri testi?
Quali sono i primi accorgimenti cui dobbiamo sottoporli, prima di validarne la pubblicazione?
Vi racconto come faccio io.
Una volta abbozzata la trama, i fatti salienti, delineati i personaggi passo ad una prima rilettura.  In questa fase, ho bisogno di avere sotto agli occhi la stampa del testo, in maniera da poter prendere appunti, sottolineare, tagliare oppure integrare. I pennarelli di colore diverso mi servono per evidenziare i cambiamenti da apportare al testo (la barra nera indica l’eliminazione, l’evidenziazione in celeste configura un passaggio poco chiaro, in giallo annoto le aggiunte e così via).
Mi metto così di buona lena a rileggere il testo, periodo dopo periodo.
In questa prima fase, tengo vicino a me anche un quaderno: mi occorre per abbozzare  i miei schemini.
Cosa schematizzo? Innanzitutto scrivo i nomi e cognomi dei personaggi e vedo se essi compaiono sempre uguali nel corso dell’intera narrazione. So che può sembrare ridicolo ma vi assicuro che spesso mi è accaduto che i miei amati protagonisti abbiano deciso di cambiare identità. Ho dovuto considerare con raccapriccio come una Rosetta fosse all’improvviso diventata Rosina o un Luigi si fosse trasformato in Gino, senza che io ne fossi minimamente consapevole, men che meno consenziente.
Dei personaggi, inoltre, schematizzo le varie parentele e sintetizzo le peculiarità caratteriali.
Continuo la mia  prima revisione, concentrando l’attenzione sulle congruenze spazio-temporali.

Nel corso di questa prima lettura, ripeto, ho la necessità di creare e consultare questi miei schemi per vedere che tutto corrisponda e si combini alla perfezione. Devo controllare, inoltre, che non vi sia troppo né troppo poco.
Sintetizzando, posso dire che gli schizzi grafici e di sintesi mostrano alcuni punti fondamentali per la nascita del romanzo.
I miei appunti tengono conto di diverse questioni.

Personaggi: nomi, parentele, caratteristiche, eventuali abitudini e/o tic.
Tempi dell’azione: devono corrispondere e seguire sempre una logica ed una  consequenzialità.
Luoghi, paesaggi. È opportuno disegnare anche un abbozzo di mappa, nel caso i protagonisti si muovano in un ambiente con limitazioni di spazio molto definite.
Linearità della trama (logicità e coerenza dei vari intrecci).
L’impegno più importante della prima revisione consiste, dunque, proprio in questo controllo che tutto sia congruente.

Mi pare superfluo dire che, nel corso di questa prima rilettura e di tutte quelle a venire, l’attenzione oltre che alla congruenza del testo deve essere massima pure sulla linearità e correttezza delle espressioni in lingua italiana, nel rispetto di grammatica e sintassi.
Saranno necessarie letture diversificate.
Ma quali sono gli aspetti della lingua che dobbiamo soprattutto considerare?
Questo è un discorso che meriterebbe una trattazione doviziosa a parte. Posso, in questa sede, riassumere le principali attenzioni che si devono porre a ciò che abbiamo scritto.
Il primo aspetto da considerare è senza dubbio il rispetto della consecutio temporum, vale a dire della giusta corrispondenza tra tempi verbali. In un periodo, composto da una principale e da più  frasi subordinate, i tempi dei verbi devono essere scelti in base a determinate regole che ne amministrano i  rapporti di anteriorità, contemporaneità, posteriorità.
Nel corso di tutte le revisioni è necessario prestare attenzione a tutti quei piccoli  errori che potrebbero sfuggire. Si devono dunque controllare la concordanza tra soggetto  e verbo, la punteggiatura,  gli apostrofi e gli accenti.

In conclusione, personalmente faccio parecchie volte questi passaggi di  verifica e riscontro, prima di poter affermare con una certa sicurezza che il testo è pronto alla pubblicazione.


Concetta D’Orazio