mercoledì 14 giugno 2017

Ricompensa di lavoro.




Le mani nella terra le metto per trovare il risultato.
Non mi piace fare sforzi inutili né adoperare il tempo, senza un'adeguata ricompensa.

Per questo il mio lavoro è sempre finalizzato ad ottenere un premio.
Un riguardo meritato, una gratificazione onesta.

Dopo aver ricoperto di terra le radici, la prima forma che immagino nella mente è quella relativa ai colori dei fiori.
Riuscirei ad interrare piante di zucchina in maniera incontrollabile solo per vederne una mattina risplendere le sfumature che portano l'arancio a ricondursi al giallo e il verde a far risaltare le sue venature discrete.

I tratti più accondiscendenti al contrasto si allentano insieme alla mollezza dei petali di quei fiori che, adagiandosi, quasi come tenero tessuto di polpa leggera, si prestano agli occhi che ne accarezzano le forme. 

Un vaso! Ci vorrebbe un vaso e non la rustica padella.
Uno scatto. Il fiore è vanitoso e io so apprezzarlo.

Di ritorno dall'orto, questa mattina ho portato finalmente i fiori.
Come si raccolgono da un prato verde, così li ho presi dalla terra ruspante.

Appoggiarli in un piatto è stato quasi un controsenso.


C. D'Orazio


lunedì 22 maggio 2017

Abruzzo romano: Alba Fucens



Le rovine dei tempi non hanno rovinato il tempo.
Questo è il pensiero che mi infiamma, nonostante il sole sia primaverile e leggero il tepore; appoggio la mia persona su secolari pietre di storia.

Sì, il tempo pare essere rimasto immobile a guardare quelle testimonianze di epoche remote, periodi in cui la fama e la posizione invidiabile, a ridosso della via Tiburtina Valeria, ne fecero una colonia romana d'importanza strategica.





Alba, ai piedi del monte Velino, nel territorio in cui erano stanziate le popolazioni degli Equi e dei Marsi, è il nome che probabilmente indicava la vicinanza, in altezza, al sorgere del sole, a quasi mille metri sul livello del mare. 

Così Alba ricordava l'altura su cui posarono la prima volta le pietre che andarono a formare la cittadina; allo stesso modo Alba indicava la luminosità dell'ora in cui il sole si affaccia.

Fucentia o Fucens richiamava il lago del Fucino e le genti marsicane fucentes.




Degli antichi splendori dell'età repubblicana scorgo quasi le impronte, allenandomi ad attraversare i lastricati delle vie. 
Delle nuove responsabilità di colonia romana vedo gli equilibri architettonici.

L'anfiteatro, per gran parte scavato nella roccia, garantisce lo spettacolo, anche oggi.




Allenando il mio cammino lungo la strada che dalle rovine sale al colle vicino, guardo come al ricordo di Roma antica andò sostituendosi l'opera alacre della mano dei monaci e dei maestri.

Su quello che era stato il tempio di Apollo di Alba Fucens ammiro la Chiesa di S. Pietro (XII secolo).
Mi perdo nell'incanto dell'interno e tre navate, di quella semplicità che fa godere di meraviglia.








Concetta D'Orazio

Il sito archeologico di Alba Fucens si trova nel comune di Massa d'Albe (AQ).



Aree archeologiche d'Abruzzo, su questo blog:

Iuvanum

Peltuinum


Schiavi d'Abruzzo


Santuario di Ercole Curino - Sulmona

mercoledì 1 marzo 2017

Parole che ad essere pensate non hanno tempo.
Le stesse parole si adagiano sul foglio, come sul giaciglio degli innamorati.
Seguono il silenzio ed hanno bisogno solo di un poco di riflesso, per per farsi leggere, brillanti e accese.
E io le scrivo. Mentre taccio con la voce, le annoto con il cuore.

Scrivo la notte, immaginando il giorno.

giovedì 19 gennaio 2017

Nel ballo delle polemiche, ci sarà sempre un passo di danza sottobraccio a qualcuno a cui dare la colpa.

mercoledì 4 gennaio 2017

Riflessioni a tempo - Gli errori

Con i miei errori potrei innaffiare un campo di desideri.