domenica 15 giugno 2014

Bominaco e l'antica Peltuinum

Sono le gite inaspettate, quelle che non avevi previsto, i giri che ti portano nei posti che non conoscevi e che neppure immaginavi esistessero, così splendidi.
Come al solito, ci mettiamo in macchina con una meta approssimativa in mente. 
Ci dirigiamo verso l'aquilano. Sì, d'accordo, dire "aquilano" è troppo dispersivo, visto che la zona non si esaurisce in un ristretto territorio. 
Ma a noi piacciono i giri con divagazione, quelli in cui guardi la segnaletica stradale, soprattutto quella marrone, posta ad indicare località di interesse di vario tipo.
Amiamo i viaggi che ci fanno scoprire le meraviglie del paesaggio e dell'architettura del nostro Abruzzo.

Capita che, nel mentre si è impegnati a guardare la strada e a scegliere la direzione, si rammenti un paese o un posto di cui avevamo sentito parlare.
Questa volta decidiamo subito: abbiamo un vago ricordo di una località chiamata Bominaco, frazione del comune di Caporciano (AQ).
Seguendo le indicazioni, ci dirigiamo lì. Dobbiamo salire un po', il borgo medievale si trova a circa 1000 metri di altezza.


Giunti sulla sommità della collina, le parole si fermano: su un lato, in alto, si scorge il Castello risalente al XIII secolo. Dall'altra parte c'è l'Oratorio di San Pellegrino che si dice sorga sui resti di una costruzione risalente addirittura alla volontà di Carlo Magno, se è così è da intendere il riferimento di un'iscrizione al "Re Carlo". L'oratorio fu poi ricostruito dall'abate Teodino nel 1263.
Un avviso presenta il numero di telefono del custode, da chiamare per poter entrare.
Qualcuno era arrivato prima di noi ed aveva provveduto ad avvisare. All'interno dell'oratorio abbiamo trovato così una guida, molto gentile e preparata. 
Al nostro ingresso, abbiamo scoperto un patrimonio troppo poco conosciuto quanto meraviglioso: affreschi risalenti al XIII secolo raffiguranti storia sacra, il calendario monastico ed una raffigurazione in formato gigante di San Cristoforo. Tutte le pareti ne sono interamente ricoperte.
I colori vivacissimi e vari lasciano l'ignaro visitatore sbalordito. Così ci siamo sentiti noi, inconsapevoli di trovare un tesoro prezioso.


Occorre salire, ancora qualche metro, dietro l'oratorio: qui si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, (XI-XII secolo), a tre navate. Chiesa ed oratorio appartenevano ad un antico monastero risalente al primo periodo del Cristianesimo.
All'interno si conservano colonne con capitelli in stile corinzio.








L'aria è fresca, il silenzio regna ed è raffinato, inframezzato solo dalla voce di alcuni visitatori che commentano quelle meraviglia quasi a bassa voce, ad evitare forse un disturbo sonoro al luogo che conserva, nel ricordo di epoche passate, la storia di un'antica comunità.

È difficile decidere di allontanarsi da quel posto. Il pensiero vorrebbe fermarsi ancora.
Lo facciamo, concedendoci altro tempo per assaporare ancora il fascino dell'atmosfera rarefatta e di meditazione.

Il Castello (XII-XIII sec.) sorge di fronte al monastero. Per raggiungerlo è necessario un tragitto abbastanza faticoso, lungo il sentiero che porta in alto.
Ne vale decisamente la pena.





Sulla sommità della collinetta, la visuale è mozzafiato. Ci affacciamo da quei resti di fortificazione, sostando proprio sotto la Torre di avvistamento:  avvertiamo quasi la responsabilità di custodire, con la vigilanza, la tranquillità dei borghi, i paesaggi ed il chiostro sottostanti.




Sulla via del ritorno, a pochi chilometri da Bominaco, abbiamo fatto un'altra fermata. La segnaletica ci avvisava che sull'altura alla nostra destra, nel territorio compreso fra Prata d'Ansidonia (AQ) e San Pio delle Camere (AQ), si conservano i resti archeologici, in parte ancora da portare alla luce, dell'antica città di Peltuinum (I A.C. e I d.C.)


 



Terra colta e di sapere, l'Abruzzo è ancora da scoprire e sicuramente da valorizzare.

Concetta D'Orazio