sabato 23 agosto 2014

Il pane non si butta.

Una fetta di pane.

Prendetela in mano e prima di portarla alla bocca, come l'istinto vi sta suggerendo, fermatevi ad osservarne la fattura. 
Guardate quelle piccole bolle. Avvicinatele al naso. 
Non preoccupatevi, siete soli, nessuno può guardarvi in questo momento.

Non è tanto l'olfatto quello che vi invito ad eccitare. La fragranza del pane, si sa, manda il suo profumo, anche a debita distanza.
Io vi esorto a far passare lo sguardo attraverso le fessure create dalla lievitazione.
Alcune sono minime, nell'estensione, a tal punto che l'immagine torna indietro. Altre, però, sono più larghe e vi stanno permettendo, ora, di attraversare l'impasto e dirigere l'immaginazione oltre quel pane.

Riuscite a vedere la campagna? Le spighe si piegano, sussultano al vento, come danzatrici che ritmano sulle punte, accompagnando la musica, strimpellandone le note all'aria.
Quelle spighe sono donne. Sembrano magre, lì, nella posizione eretta, comandate da una coreografia architettata dalla natura.

Quelle spighe poi saranno madri. 
La farina troverà l'acqua per accompagnarsi a formare grumi di impasto necessario di riposo e di fermentazione.

Un composto la cui semplicità disarmante ha permesso, nei secoli, che i nostri corpi venissero alimentati. Che i nostri programmi prendessero forma. E che le idee diventassero lavoro, casa, abbracci.
La resa di farina ed acqua, nelle sue molteplici forme e tradizioni, accompagna la nostra vita. Anzi la permette.

Buttare il pane è peccato, dicevano gli anziani.
E del pane non si devono sprecare neanche le briciole.

Concetta D'Orazio


Idee per la conservazione

Quante volte vi è accaduto di vedere muffa sugli avanzi rimasti nel porta-pane da qualche giorno?
La prima cosa importante, per evitare che questo accada, è che voi mettiate a seccare il pane avanzato, ormai un po' indurito. Per favorire l'essiccazione è necessario lasciare all'aria le fette su di un vassoio. 
Saranno sufficienti due o tre giorni, in inverno, mentre con il caldo estivo basterà una giornata.
Nel caso voleste essere più tranquilli, potete infilare per una decina di minuti i vostri avanzi in forno non molto caldo, disponendoli in ordine su di una teglia. Lasciateli dentro fino a quando li vedrete disidratati ma non anneriti dalla cottura.

Una volta indurito, il pane può essere grattugiato ed utilizzato per le impanature.

Da un po' di tempo io utilizzo anche un altro metodo di conservazione, grazie all'aiuto della macchina per ottenere il sottovuoto che, secondo me, insieme all'affettatrice e alla macchina del pane costituisce uno dei piccoli elettrodomestici indispensabili per chi desidera risparmiare in cucina. 
Per me lo sono.

Disponete le vostre fette di pane indurito nei sacchetti in dotazione.



Aspirate tutta la l'aria e sigillate.



I sacchetti ora potranno essere conservati nella vostra dispensa ed utilizzati per accompagnare diversi menù. Potrete così avere pan duro da oliare, dopo averlo fatto rinvenire in un po' d'acqua, e condire a mo' di bruschetta oppure da spezzettare nelle minestre!