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mercoledì 24 giugno 2015

Campagne abruzzesi - Gli arrosticini



Giornata all'insegna dell'anima abruzzese non è, ricorrenza paesana priva di essi non c'è.

Gli arrosticini per noi sono come le pizzelle: li troviamo in tutti i banchetti, in tutte le serate nostrane, nelle feste del borgo o del quartiere. 
La vampata fumante sotto alla grata non manca mai!

Il profumo è quello. Lo riconosceresti fra tanti: l'odore del fuoco che inizia a riscaldare la carbonella.

Piano piano il crepitio diventa vivace e tu sai già che, se non è nel tuo giardino, sicuramente è in quello del vicino che la brace sta diventando carica. 
La serata estiva, d'altronde, invoglia. E la compagnia non manca mai.





Il fuoco è pronto ad arrostire, ma non troppo, gli spiedini di bambù che fanno invidia a tanti.
Dovranno cuocere velocemente: solo così manterranno la giusta consistenza, senza seccare troppo.

Il padrone di casa, solitamente è addetto alla delicata operazione: le bacchette vengono posizionate sulla griglia ardente, quando la fiamma è appassionata ma doma. 
Non dev'esserci spazio fra l'una e l'altra. Lo sa bene chi le mette vicine vicine.

Intanto i commensali apparecchiano, hanno poco tempo, nemmeno una decina di minuti, per preparare l'insalata di pomodoro e il pane. 
Sanno bene che le fettine dovranno essere sottili: la bruschetta è sempre compagna degli spiedini!




I cieli di primavera e poi quelli estivi, nel nostro Abruzzo, sono sempre pronti ad accogliere il gusto saporito di arrosticini, spiducc, rustell.

Insomma, chiamateli come volete, ma accompagnateli sempre con il Montepulciano!



Concetta D'Orazio







sabato 10 dicembre 2016

10 dicembre - A casa nostra

Buonasera, amici, anzi ormai è meglio dire buonanotte.
Purtroppo mi trovo in grande ritardo per l'apertura della casellina dell'ormai trascorso 10 dicembre del nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo. Voglio rispettare, tuttavia, l'impegno di accompagnarvi in questi 24 giorni prima di Natale, con almeno una menzione quotidiana delle cose d'Abruzzo.

Stasera ricordo, insieme a voi, alcuni degli strumenti (definiamoli così) che nelle cucine abruzzesi di ieri e di oggi non possono mancare.

Caratteristico è il contenitore per gli arrosticini. Un accessorio di terracotta, spesso a forma di brocca o di anfora. 


La sua funzione principale è quella di mantenere il calore della cottura degli arrosticini.
Per evitare che, subito dopo la cottura, gli spiedini perdano la consistenza e morbidezza, raffreddandosi velocemente, essi vengono serviti a tavola all'interno di questo tipo di contenitore.

Funzione secondaria è quella di tipo decorativo: la brocca degli arrosticini fa buona mostra di sé sui ripiani di credenze o sulle mensole della cucina. 
Esso ha prima di ogni cosa un significato simbolico, mostrandosi come segno distintivo di un popolo che di questo cibo ha fatto quasi un contrassegno.

Peculiare è anche un altro attrezzo abruzzese: la chitarra per tagliare la pasta. 

La chitarra, usata soprattutto nel passato, oggi ritrova rivalutazione fra coloro che amano produrre la pasta fatta in casa.



L'attrezzo si compone di una base in legno con dei fili d'acciaio tesi, nella parte superiore.
La sfoglia, appoggiata sui fili, viene premuta verso il basso. I fili tagliano la pasta trasformandola in morbidi spaghetti (li maccarune).

Utensile abruzzese per eccellenza è il ferro per le pizzelle. 
In passato la piastra per la cottura dei nostri dolci caratteristici veniva appoggiata direttamente sul fuoco del fornello; oggi è ad alimentazione elettrica.

Instancabile nel produrre le nostre pizzelle, in ogni casa c'è un ferro.


Ora vi lascio, dandovi appuntamento a domani.

Di nuovo buonanotte,
C. D'Orazio 

 
 Ho scritto sul Natale d'Abruzzo
https://www.amazon.it/Riprendiamoci-il-Natale-Concetta-DOrazio-ebook/dp/B00H2TE60W/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1480692877&sr=8-1&keywords=riprendiamoci+il+natale


martedì 15 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Mercoledì 16 dicembre 2020 - La chitarre, lu fèrre de le pezzèlle e lu fattappošte pe le arrošticine

 





Cari amici, siamo giunti alla casellina di mercoledì 16 dicembre, nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.

A cosa dedichiamo oggi il nostro appuntamento?
Ormai dell'Abruzzo credo di aver scritto tutto il possibile nel mio blog. Ho parlato di dialetto, di usanze, di oggetti, di abitudini, di capi di biancheria, di modi di dire e di parole ormai in disuso. 
Più cerco e più trovo sempre qualche elemento, manufatto, prodotto che caratterizza la cultura abruzzese.

Ogni luogo, ogni paese ha le sue peculiarità, certo. Tuttavia esistono prodotti e arnesi che sicuramente ritroveremo in ogni casa d'Abruzzo, a prescindere dall'area geografica particolare.
Tra questi, un posto per eccellenza è quello occupato da tre oggetti conosciutissimi nella nostra regione.

Il primo di essi è il ferro delle pizzelle, lu fèrre de le néule, vale a dire l'attrezzo che si utilizza per la creazione dei dolci abruzzesi per eccellenza: le néule anche dette pizzelle. Nella forma più semplice ed originale, esso viene appoggiato sulla fiamma del fornello. Al suo interno viene posto l'impasto per i dolci.

Il secondo oggetto è lu fattappošte pe le arrošticine: una brocca di terracotta o di ceramica, all'interno della quale vengono serviti gli arrosticini. Essa impedisce alla carne di perdere il calore accumulato in cottura. Ho chiamato fattappošte questo contenitore perché, in realtà, credo che in dialetto non esista un nome specifico, visto che, tra l'altro, esso è di invenzione recente.

Il terzo oggetto che vi propongo è la cosidetta chitarra o lu carratùre o lu maccarunàre: essa serve per la realizzazione di spaghetti ruvidi, meglio conosciuti come maccarùne a la chitarre.

All'interno del blog questepagine troverete notizie, ricette e informazioni sul ferro per le pizzelle, sugli spaghetti alla chitarra e sulla brocca per gli arrosticini.

A domani, con una nuova casellina.

Concetta D'Orazio

 




domenica 15 dicembre 2019

Calendario dell'Avvento. Domenica, 15 dicembre 2019



Oggi, domenica 15 dicembre, il nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2019, dedica l'apertura della finestrella ad una parola che utilizziamo spesso nella bella stagione, quando abbiamo la possibilità di stare all'aria aperta. 

Il termine è sciuscellette: esso indica la scampagnata sui monti ma anche nei prati o in spiaggia, corredata di pranzo al sacco da consumare nel luogo prescelto.

La sciuscellette si fa in compagnia. Prima della partenza è necessario preparare tutto quel di cui si avrà bisogno: tavolino, sedie, plaid e naturalmente cibo e bevande.
I partecipanti alla sciuscellette, in genere, si dividono i compiti e le spese: c'è chi pensa a tavoli, sedie, canalette per gli arrosticini e chi prepara il ragù o porta le bevande.



A domani,

Concetta




Ho scritto sul Natale d'Abruzzo in Riprendiamoci il Natale



domenica 11 dicembre 2016

11 dicembre - Mercatini

La casellina del Calendario dell'Avvento d'Abruzzo si apre oggi, in data 11 dicembre, di ritorno a casa, dopo una serata fra profumi speziati e luci natalizie.

Le fiamme soccorrevano, riscaldando, la gente poco infreddolita da questo dicembre di tepore.


Moltissime le persone che si avvicendavano nella piazza del Municipio, dove la preparazione alle Feste era favorita da cibo, musiche e decorazioni.

Pronta la grande tombola, ognuno custodiva la sua cartella fortunata.




















Addobbi, cibo, prodotti dell'artigianato. Cornici a queste meraviglie, le strade del paese di Casalincontrada. 
Il discreto nucleo abitato si era trasformato in un paesaggio da fiaba nordica.













Tra la folla, ho girato nella speranza di individuare angoli d'interesse.
Ho gioito nel trovarli e nel fotografarli.




 Ho visitato la Chiesa di Santa Maria delle Grazie.



La brezza fresca della sera e la leggera stanchezza per la camminata mi hanno fatto infine accomodare davanti al piatto abruzzese per eccelenza: arrosticini e bruschette.






A domani, 
C. D'Orazio



Casalincontrada è in provincia di Chieti. 


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Ho scritto del Natale in Abruzzo in Riprendiamoci il Natale











lunedì 29 luglio 2013

Pallotte caçe e ove

Giusto per rimaner freschi, un po' di fritto ci vuole! Scherzi a parte, per noi forti e gentili abruzzesi quando c'è da gustare le nostre amate pallotte caçe e ove non c'è tempo che tenga.

Le pallotte sono nostre e si mangiano d'inverno, calde, magari affogate in un ragù divino, ma sono buonissime anche d'estate, da gustare a temperatura ambiente e per accompagnare piatti più freddi.

La verità è che le Pallotte caçe e ove ci identificano come il Montepulciano e gli arrosticini.

La caratteristica principale che rende buone le pallotte è il formaggio. Il rigatino è quello comunemente usato per queste polpette ma, anche in questo caso, le scuole di pensiero sono molte.

C'è chi al rigatino preferisce il pecorino che lascia alle pallotte quel gusto forte in gola.

C'è chi al rigatino e pecorino preferisce il parmigiano che lascia però alle polpette un sapore poco definito, a mio dire.
Il parmigiano, in ogni caso, deve essere accompagnato anche da altro tipo di formaggio.

C'è chi alterna o mette insieme i formaggi, a seconda delle provviste che ha nel frigorifero.
Chi scrive è nata e cresciuta con l'odore in cucina di polpette fatte con il formaggio rigatino. Lo preferisco.





Ingredienti

3 etti di formaggio rigatino

2 piccole fette di pane raffermo

1 bicchiere di latte

3 uova

aglio

olio di oliva

Preparazione

Dopo aver messo precedentemente a macerare il pane raffermo in un po' di latte, disporlo in una ciotola insieme al formaggio e alle uova, ad un paio di spicchi d'aglio macerati. La scelta se mettere o meno l'aglio dipende dai gusti dei commensali. Si ricordi che non tutti lo gradiscono.

Impastare energicamente e formare delle polpette. Bisogna impastare tutto molto bene per evitare che le polpette possano disfarsi una volta buttate nell'olio bollente.

Versare abbondante olio in una casseruola antiaderente e far raggiungere ad esso  una temperatura molto elevata. Adagiare quindi le polpette nella padella, evitando di rigirarle fino a quando avranno raggiunto nell'olio la consistenza che permette al formaggio di non sfaldarsi. Solo un olio caldissimo garantirà che la polpetta non "si sgonfi" una volta tolta dalla padella.

Far sgocciolare le polpette su carta assorbente.

Le pallotte  caçe  e ove vengono da sempre adoperate per insaporire gustosissimi ragù.




sabato 19 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Domenica 20 dicembre 2020 - La mantìère


Carissimi, pochi giorni ci separano dal Natale.

Con la speranza nell'anima, apriamo la casellina relativa a Domenica 20 dicembre, nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.

Mi pare inutile ribadirlo, ma lo faccio. In ogni casa d'Abruzzo, un posto di rilevanza è dedicato alla cucina. Il cibo, i piatti tipici sono le caratteristiche della nostra cultura a cui non si può rinunciare. 

Seppur ogni paese si caratterizza per avere tradizioni culinarie proprie, ci sono tuttavia  alcune pietanze che sono in tipiche in tutto l'Abruzzo. Fra queste si annoverano i primi piatti come le maccarùne a la chitàrre, gli spaghetti alla chitarra, secondi come gli arrosticini e le pallotte càsce e ove, polpette con uova e formaggio, e infine dolci a non finire: pizzelle, bocconotti, parrozzi.

Tutta questa premessa mi è servita per presentare il capo di biancheria che è protagonista della casellina di oggi: la mantière, vale a dire il grembiule, che avevo già citato qui.

Nella mia vita ne ho viste di tutte le fogge, di tutti i colori e con tantissime decorazioni indossate da chi si dedicava alla cucina.

La mantière in alcune zone è detta anche parannànze (ripara sul davanti?) o mandusìne o zenàle.

La mantière biànche (anche di altri colori) è parte integrante del costume popolare abruzzese (qui).


A domani,

Concetta D'Orazio