mercoledì 26 giugno 2013

Abbiamo scritto una pagina di storia!

Un anno esatto è trascorso da quando, nel giugno del 2012, mi aggiravo nella Rete alla ricerca di informazioni su come fare per pubblicare un libro online, in totale autonomia.
Pubblicare un libro? Da soli? Senza casa editrice??
Un anno fa pareva una follia. Almeno lo era per me, abituata a voltar pagina, strofinando carta, con quel famoso profumo che tutti glorificano, ma che ormai pare davvero obsoleto e inflazionato!
Avevo la mia "roba" riposta in un cassetto. Poche poesie, ma buone, accatastate vicino alla biancheria, nel famoso cassetto appunto...
Ero davvero in confusione, avevo bisogno di notizie certe, precise.
Iniziai a girovagare per la Rete, fino a quando riuscii a fare la mia  prima pubblicazione.
Nonostante questo, tuttavia, nella nuova dimensione da auto-pubblicata, avvertivo una certa solitudine, una self-solitudine. Una solitudine fai da te, insomma.
E nel mio  isolamento mi sentivo in totale autonomia. Solitaria autonomia.
Mi resi subito conto che esser riuscita a mettere online la mia raccolta di poesie non era sufficiente. Se l'avessi lasciata lì, nello store, senza accompagnarla con una considerevole opera di promozione, non avrei ottenuto niente, tanto valeva lasciare i miei versi nel cassetto, vicino alle magliette della salute.
Promozione? Non avevo la ben che minima esperienza in questo campo. Proprio io che rifuggo da ogni realtà commerciale, men che meno quando richieda una qualsiasi forma di esibizione pubblica.
Ma la pubblicità andava fatta. Era chiaro, andava fatta.
E non solo per vendere. Per carità, non avevo grandi ambizioni a riguardo. Far leggere il proprio libro ad un numero considerevole di persone sembrava, e sembra, assolutamente necessario per avere indietro una qualche forma di apprezzamento o anche di critica. Non funziona così anche nell'editoria canonica?
Mi rimisi in viaggio, attraversando i meandri della Rete ed iniziai a cercare comunità, forum, gruppi in cui ci fosse qualche auto-pubblicato che mi tenesse compagnia, con cui potessi scambiare informazioni, dubbi ed esperienze.
Fu allora che venni a conoscenza di un gruppo Facebook, creato da un self come me e scoprii che di self come noi ce n'erano tanti. Provammo  a contarci ed arrivammo ad  identificarci nei "primi cento autori self. I pionieri".
Scoprimmo pure di avere un nome, un'identità, e ci dicemmo tutti: autori indie!
Ora la butto banalmente: sembrava ieri...ed è passato un anno! E altro che cento autori! Oggi non li contiamo più.
Ma quelli che allora erano i primi cento, si sono ritrovati, si sono aiutati. Quell'originario gruppo è cresciuto talmente tanto da esser stati costretti a chiudere e ripartire da capo.
In un solo anno quante cose abbiamo imparato insieme. Abbiamo scoperto così tanto che non basterebbe un anno a riepilogarlo!
Potrei azzardare un sintesi: abbiamo capito come si fa, cioè come si procede tecnicamente per mettere un libro online. Ci siamo confrontati su questioni inerenti all'editing, all'impaginazione, alla correzione. Abbiamo mostrato le nostre copertine, bocciandole o promuovendole, incitandoci a fare meglio.
E poi siamo passati ad affrontare la delicata questione della promozione: abbiamo compreso l'importanza del saper gestire le nostre presentazioni online, la necessità di promuovere prima di tutto la nostra persona e quindi le nostre opere.
Ripeto: non basterebbe un anno.
Oggi quel gruppo è composto da scrittori self che hanno raggiunto  una certa maturità professionale e che si confrontano pressoché quotidianamente, aiutandosi e sostenendosi anche nella promozione.
Abbiamo scritto una pagina di storia.
Buon compleanno e grazie a tutti.