lunedì 20 luglio 2015

Lasciami e sparisci



Lasciami. 
Non trascinarmi a respirare in quell'ammasso di ricordi e di scarpe eleganti da dimenticare.

Non perseverare nei tuoi indugi pesanti, a complicarmi il cuore e i respiri miei.
Non continuare a fare finta di abbagliarmi, con le tue migliori luci bianche. Non ci casco.

Sei solo ingombrante. Sei pesante. Sei di affanno.
Lasciami, ti prego.

Non avvolgermi ancora con quelle tue braccia estese. E generose.
No. Non devi più comprarmi con tutti quei regali rilucenti. Non devi acquistare, con l'inganno, la mia quiescenza. Ormai ti conosco.
Sparisci.

Abbandonami, ti prego. Io di certo non ti piangerò. Anzi.
Nemmeno ti rimpiangerò.
E come minimo: non ti aspetterò di nuovo.

Voglio riprendermi la libertà. Di correre, di fare. Di respirare.
Restituiscimela. 

Prima che sia troppo tardi. Prima che la tristezza non mi attanagli troppo.

Che dici? Cosa è quell'acqua che cola dai miei occhi?
Ma no, no che non sono lacrime! Quelle le lascio per tempi più clementi.

Ti piacerebbe che piangessi per te. Vero?

Quello che mi riesce al tuo cospetto, al limite, è sudare

Te lo ripeto: sparisci. Sei disdicevole.
Scompari. Sei meschino.
Allenta la tua morsa. Sei scottante. Cocente. E arroventante.

Caro il mio sole estivo.


Concetta D'Orazio