venerdì 11 dicembre 2015

11 dicembre con le pizze e foje



Bentrovati, dicembre, quasi a metà, è ancora soleggiato.
Mentre scopriamo una nuova casella del nostro personale Calendario dell'Avvento, abruzzese, ne approfittiamo per mettere a cuocere le pizze e foje.

Sì, chiedetemelo pure: cosa si indica con l'espressione pizze e foje?
Dal dialetto abruzzese possiamo risalire alla naturale traduzione.

Dunque, la pizze indica l'equivalente italiano pizza, ma con un impasto particolare.
Le foje sono le verdure. La parola è equiparabile all'italiano foglia. Il latino aveva il folium, termine neutro che, al plurale, diventa folia, oppure la folia/foliae, vocabolo femminile.

Le pizze e foje sono una pietanza composta da impasto di farina di mais ed acqua, accompagnato da verdure.
Prepararle è semplicissimo

Ingredienti

Per la pizza

300 gr di farina di mais
150 gr di acqua calda, quasi bollente (attente alle mani!)
Un pizzico di sale

Per le foje

Verdure varie, in preferenza bietole, spinaci, broccoletti.
1 spicchio d'aglio
Peperoni secchi
Olio
Sale e pepe

Impastate la farina con acqua molto calda, quasi al limite del bollore e sale. Disponete l'impasto in una teglia rettangolare e cuocete a forno preriscaldato a 200°.
Lavate e lessate le verdure. Ripassatele in padella con olio, aglio. Aggiungete i peperoni secchi.
Unite la pizza alle verdure, sbriciolandola grossolanamente con le mani.
Lasciate ammorbidire il tutto in padella, aggiungendo all'occorrenza anche un po' di acqua tiepida.
Servite la pietanza ben calda.

Le pizze e foje da sempre rappresentano un ottimo piatto da proporre la sera della vigilia di Natale, soprattutto accompagnate da sardine.

In Nero di memoria c'è un riferimento ad un altro tipo di pizza abruzzese ottenuta senza lievitazione, la pizza scejme, di cui parleremo in altra occasione. Intanto vi anticipo il brano. 

Insieme alle uova, aveva trovato nel sacchetto un pezzo di pizza scejme.
Con le uova aveva fatto una grande frittata, approfittando anche di un quarto di peperone avanzatole da qualche giorno. Aveva messo i bambini a tavola.
Pure Luigi aveva cenato con loro.
[...] Nero di memoria


A domani
C. D'Orazio