mercoledì 14 dicembre 2016

14 dicembre - Artigianato d'Abruzzo




Cari amici buonasera,
ci accingiamo ad aprire la casellina del Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, in data 14 dicembre.

I tempi di attesa del Natale si riducono e, insieme alla consapevolezza di doversi affrettare, inizia pure l'ansia frenetica dell'acquisto ad ogni costo.
Andiamo di fretta, indiscutibilmente.
Con la fretta, tuttavia, perdiamo il gusto di osservare, di riflettere, di considerare. 
Insomma perdiamo il piacere di fermarci.

Questa era la riflessione che facevo negli ultimi giorni, mentre mi godevo un giro fra talune bancarelle di paese.
Su alcune di esse potevo osservare prodotti dell'artigianato artistico d'Abruzzo. 

Ho capito che non avrei potuto far scorrere gli occhi velocemente, come di solito accade quando si ha fretta di acquistare regali di rito e non si ha tempo di ponderare con attenzione.



Nella nostra regione, la produzione artistica artigianale di oggi continua la tradizione che si è affermata già dal passato.

In particolare distinguiamo opere di pregio di ceramiche, vasellame vario e di coccio, rame, ferro battuto, legno e pietra.


 








Molto antichi e pregiati i lavori tessili eseguiti a mano, la cui realizzazione purtroppo si fa sempre più rara; tra questi spiccano centrini, tovaglie, coperte all'uncinetto.



Con queste poche annotazioni, spero di aver stimolato la curiosità di alcuni ad approfondire l'argomento e a recarsi personalmente a visitare le botteghe artigianali dove ancora si realizzano capolavori meravigliosi.
In questo periodo troverete sicuramente idee originali per i vostri regali di Natale.

Di artigianato artistico in Abruzzo scriverò ancora.

Per il momento vi auguro la buonanotte e vi saluto, permettendomi di citare un brano tratto dal racconto Quanto costa un bambinello, inserito nella raccolta Riprendiamoci il Natale.

I panettoni sono lì, sono pochi, in ordine sullo scaffale. Se ne stanno tutti in fila, quasi fossero prossimi ad un’esecuzione. Uno dopo l’altro, attendono che qualche mano agguanti il loro laccetto posto in sommità e li catapulti nel carrello semi-vuoto.
Giro la guardia, mi dirigo verso il reparto dei giocattoli.
Mentre cammino mi capita di guardarmi le scarpe. Rivedo i miei piedi da bambina, infilati nelle calzature da ginnastica. Le ricordavo più sporche. Mi viene da sorridere.
Mi fermo. [...]

Concetta D'Orazio. 

Ho scritto sul Natale d'Abruzzo
 
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