sabato 3 dicembre 2016

3 dicembre - La dodde




Carissimi amici, eccoci finalmente alla terza casellina del nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo.
Un sabato pomeriggio di tranquillità, questo, perfetto per occuparsi nelle prime decorazioni natalizie.
A me piace tanto pensare, forse un po' in anticipo, a preparare la casa per le Feste.

Mi occorrevano dei centrini a tema, da mettere sulla credenza. Li cercavo naturalmente tra la biancheria. Ogni volta che apro i miei forzieri (sì li chiamo proprio così) contenenti lenzuola, tovaglie, asciugamani apprezzo l'importanza di quell'abitudine che oggi forse va scomparendo, anche se rimane in alcune zone d'Abruzzo, soprattutto nei piccoli paesi.


Mi riferisco alla preparazione e all'accumulo della cosidetta dote, la dodde in dialetto.
La mia generazione è forse l'ultima che si è trovata ad avere esperienza diretta conn la preparazione della dote, vale a dire della biancheria per il matrimonio.
Eh, avete letto bene: ci organizzavano l'occorrente da portare nella casa coniugale, al momento del matrimonio! Non ci credete, vero?

A me faceva un po' ridere. Ebbene sì, allora, da bambina prima e ragazza poi, mi sembrava alquanto divertente il fatto che mia madre e le mie nonne pensassero a confezionare o anche ad acquistare lenzuola, tovaglie ricamate, centrini di merletto. Avrei avuto chissà quanto tempo per pensarci da sola e soprattutto avrei semmai acquistato qualcosa io, secondo il mio gusto, quando un giorno ne avrei eventualmente avuto la necessità.

Oggi non sorrido, ripenso invece con tenerezza a quei momenti, quando le donne di famiglia mi consegnavano con fierezza il dono che avevano comprato o  preparato con le proprie mani: un ricamo, un pizzo all'uncinetto, un merletto.
Allora non sapevo apprezzare, anzi avrei preferito un gioco o un libro.

Oggi no, oggi quella stoffa che accarezzo, quel profumo di candore che mi passa fra le dita, mi ricordano la tradizione che custodivano nell'antichità le donne abruzzesi e il loro impegno d'amore a preparare tutto l'occorrente per le loro figlie e nipoti.



Ecco, per ora concludo così questa divagazione che mi ha dato lo spunto ad aprie la casellina del 3 dicembre. Certo, l'argomento è poco natalizio ma rientra a gran rispetto nel tema generale che il mio blog abbraccia: l'amore per la terra d'Abruzzo.

Forse un giorno analizzerò meglio la storia della dodde. Lo voglio prorprio fare!
Per adesso vi saluto, lasciandovi il link ad una ricetta per le feste, quella dei fritti che chiamiamo crustili.


A domani,
C. D'Orazio 


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Ho scritto del Natale in Abruzzo in Riprendiamoci il Natale