venerdì 18 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Sabato 19 dicembre 2020 - Lu portacùcite

 


Cari amici, benritrovati.

La casellina del nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020, riferita al giorno di sabato 19 dicembre, si presta anche oggi ad elencare elementi della vita quotidiana abruzzese, com'è ormai mia consuetudine, da quasi venti giorni.

Oggi propongo un oggetto che sicuramente abbiamo visto nelle nostre case e che in mollte abitazioni ancora si trova: il portacucito.

In dialetto non credo che esista un termine corrispondente. Si è soliti chiamare questo contenitore in vari modi: lu ceštìne de lu cuscìte, la scàtele dell'aghe e de lu file

Insomma, ognuno lo indichi come meglio ritiene, l'importante è sapere che questa scatola di legno contiene ciò che è necessario alla riparazione di un improvviso buco in un calzino o in un capo di biancheria, di uno strappo, alla creazione di orli e cuciture necessarie. In esso si possono trovare accessori e strumenti quali forbici e forbicine, aghi e spille da balia, bottoni, rocchetti di filo e vari.



A domani,

Concetta D'Orazio





giovedì 17 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Venerdì 18 dicembre 2020 - Lu merlètte pe' la vetrinètte

 


Bentornati nel blog questepagine, per aprire la casellina relativa a venerdì 18 dicembre, del nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.

Le temperature sono più fredde. Il tempo si va preparando all'arrivo della stagione invernale vera e propria. L'atmosfera si fa più intima; dalle cucine delle case abruzzesi provengono gustosissimi odori di piatti realizzati secondo antiche tradizioni. Personalmente, questa è la stagione che preferisco fra tutte.  

Il tempo fra le mura è diviso tra la preparazione di piatti tipici e la decorazione della casa, attività in cui si mescola sempre il ricordo dell'antico e la gioia del periodo dell'Avvento.

A proposito di ricordo dell'antico, le nostre case sono sempre adorne di  prodotti di manifattura artigianale. Ne avevamo già parlato, nei giorni addietro. Una caratteristica presente in molte abitazioni abruzzesi è quella di adornare mobili e vetrinette con orli di cotone fatti all'uncinetto, come quelli che vedete in foto, le merlìtte pe' la vetrinètte, i merletti per la vetrinetta. Se ne realizzavano a misura del mobile a cui erano destinate.

A me piacciono molto. A voi?

A domani,

Concetta D'Orazio







mercoledì 16 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Giovedì 17 dicembre 2020 - Lu veštite abruzzèse



Cari amici, il nostro appuntamento quotidiano non può mancare. Ci accingiamo ad aprire la casellina di giovedì 17 dicembre, nel Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.

Questa dovrebbe essere la più entusiasmante tra tutte  le settimane dell'anno, fatta di programmi, preparativi, progetti. Dovrebbe, purtroppo sappiamo bene che non è così. Continuiamo a nutrire la speranza, essa non deve abbandonarci mai.




Ho pensato di dedicare la casellina di oggi ad un capo di abbigliamento del nostro folclore: lu veštite abruzzèse, il costume abruzzese, nel particolare quello femminile.
Sicuramente ne conserivamo qualcuno nei nostri guardaroba: un antico ricordo di sfilate paesane o una preziosa testimonianza di recite scolastiche.




Ogni zona d'Abruzzo conserva la tradizione di un proprio abito folcloristico che la contraddistingue, con propri colori, accessori, ricami.
L'abito, nella sua forma essenziale, è comunque composto da una gonna abbondante, generalmente di color rosso. La camicia bianca è trattenuta da una larga cintura nera, ricamata oppure ornata. Sulla testa un fazzoletto dalla fantasia più svariata, un grembiule generalmente bianco, stretto in vita. Ad impreziosire vestito e accessori, orli e ricami non mancano mai.

Vi lascio, ricordandovi l'appuntamento per domani.

Concetta D'Orazio





martedì 15 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Mercoledì 16 dicembre 2020 - La chitarre, lu fèrre de le pezzèlle e lu fattappošte pe le arrošticine

 





Cari amici, siamo giunti alla casellina di mercoledì 16 dicembre, nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.

A cosa dedichiamo oggi il nostro appuntamento?
Ormai dell'Abruzzo credo di aver scritto tutto il possibile nel mio blog. Ho parlato di dialetto, di usanze, di oggetti, di abitudini, di capi di biancheria, di modi di dire e di parole ormai in disuso. 
Più cerco e più trovo sempre qualche elemento, manufatto, prodotto che caratterizza la cultura abruzzese.

Ogni luogo, ogni paese ha le sue peculiarità, certo. Tuttavia esistono prodotti e arnesi che sicuramente ritroveremo in ogni casa d'Abruzzo, a prescindere dall'area geografica particolare.
Tra questi, un posto per eccellenza è quello occupato da tre oggetti conosciutissimi nella nostra regione.

Il primo di essi è il ferro delle pizzelle, lu fèrre de le néule, vale a dire l'attrezzo che si utilizza per la creazione dei dolci abruzzesi per eccellenza: le néule anche dette pizzelle. Nella forma più semplice ed originale, esso viene appoggiato sulla fiamma del fornello. Al suo interno viene posto l'impasto per i dolci.

Il secondo oggetto è lu fattappošte pe le arrošticine: una brocca di terracotta o di ceramica, all'interno della quale vengono serviti gli arrosticini. Essa impedisce alla carne di perdere il calore accumulato in cottura. Ho chiamato fattappošte questo contenitore perché, in realtà, credo che in dialetto non esista un nome specifico, visto che, tra l'altro, esso è di invenzione recente.

Il terzo oggetto che vi propongo è la cosidetta chitarra o lu carratùre o lu maccarunàre: essa serve per la realizzazione di spaghetti ruvidi, meglio conosciuti come maccarùne a la chitarre.

All'interno del blog questepagine troverete notizie, ricette e informazioni sul ferro per le pizzelle, sugli spaghetti alla chitarra e sulla brocca per gli arrosticini.

A domani, con una nuova casellina.

Concetta D'Orazio

 




lunedì 14 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Martedì 15 dicembre 2020 - Le tuvàje 'nghe le frange

 



Eccoci giunti alla casellina di Martedì 15 dicembre, nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.

Stasera sono in leggero ritardo, rispetto al consueto orario della normale pubblicazione, che programmo sempre nella sera precedente al giorno della nuova casellina. 
Anche per oggi, voglio lasciare un'immagine che ricordi la tradizione abruzzese.

Ho già mostrato capi di biancheria che erano sempre presenti nel corredo di ogni ragazza abruzzese; tra questi, un posto particolare avevano gli asciugamani, di lino o di stoffa raffinata.
Essi si distinguevano per avere su due lati il bordo con frange molto lunghe e voluminose che addirittura a volte necessitavano di essere pettinate.
Tali asciugamani, che noi chiamamo le tuvaje o tuhuàje, in genere venivano anche abbelliti con ricami con il filo o di intaglio oppure venivano adornati con nastrini o con disegni eseguiti con pittura su stoffa.

Questi asciugamani vengono oggi conservati gelosamente.

A domani, con una nuova casellina.

Concetta D'Orazio








domenica 13 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Lunedì 14 dicembre 2020 - Lu còppe

 



Siamo ormai alla casellina di lunedì 14 dicembre del nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.

Il Natale si avvicina e pur in questa situazione di incertezza e nei limiti delle condizioni del momento, uno dei pensieri ricorrenti nella mente di ogni abruzzese è quello relativo al cibo. Si riflette sul menù di ogni giorno festivo.

Vecchie e nuove tradizioni si mescolano sul desco abruzzese
Certo le usanze antiche mantengono sempre un posto di rilievo, soprattutto in cucina.

Fra le modalità di cottura forse più arcaiche e particolari vi è quella cosidetta a lu còppe. Possiamo definire il coppo come un grande contenitore di acciaio, generalmente rotondo che, posto rovesciato a coprire una teglia con all'interno il cibo, garantisce una cottura lenta e gustosa, grazie al calore che arriva dalla brace con cui il coppo viene coperto e circondato.
Oggi è possibile acquistare anche un coppo dalla forma rettangolare, qualcuno ha pure lo sportello apribile per controllare la cottura, ma il tegame rovesciato della tradizione è sicuramene quello di forma rotonda.

Allore, cummàre, che preparème pe' lu juorne de Natale? 

Dunque, commare, cosa prepareremo per il pranzo di Natale? 

L'antepašte, lu brode de cardòne e de secure ci-aèsce caccòse sotte a lu còppe, come e sèmpre.

Antipasti, brodo di cardo e sicuramente cuoceremo anche qualcosa sotto al coppo, come al solito.


A domani, con una nuova casellina.

Concetta D'Orazio






sabato 12 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Domenica 13 dicembre 2020 - Lu recàme




Eccoci giunti a domenica 13 dicembre. Apriamo la relativa casellina nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.

La giornata dedicata a Santa Lucia è una ricorrenza molto sentita in Abruzzo: i nomi Lucia, Lucio, Luciana e Luciano sono, come nel resto d'Italia, molto diffusi anche nella nostra regione.

Ieri abbiamo visto che uno dei lavori manuali di artigianato forse più praticati nella nostra regione è quello con l'uncinetto, soprattutto in un periodo passato ma non troppo indietro nel tempo. Allo stesso modo, grande importanza ricopriva negli stessi tempi la realizzazione di ricami su stoffa.
Fiori e margherite di tutte le fatture e dai colori meravigliosi, piccoli disegnini a celebrare la primavera o la neve, la Pasqua o il Natale.
Si ricamavano iniziali su fazzoletti, su polsini di camicia, su tovaglie; si abbellivano lenzuola e lenzuolini. 
Il ricamo era l'arte di personalizzare la biancheria.

Mia madre, brava ricamatrice, mi racconta di come donne e ragazze si sedessero sotto l'ombra di un grande albero, in estate, intorno al camino, in inverno, con il telaietto in mano, a ricamare tovaglioli e federe, destinati al corredo.
Il ricamo, un lavoro di precisione e di fantasia allo stesso tempo.

Quanda pare de lenzuòle à purtàte a la dodde? 
Sètte pare, tre sènza niènde e quattre arecamate 'nghe lu punde a croce.

Quante paia di lenzuola (la sposa) ha portato in dote?
Sette paia, tre normali e quattro ricamate a punto a croce. 

Dov'è finita oggi tutta questa bellezza dei lavori artigianali a cui ci si dedicava con tanta gioia e soddisfazione?

Il nostro appuntamento è sempre per domani.

Concetta D'Orazio






 

venerdì 11 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Sabato 12 dicembre 2020 - Lu cendrùcce




Carissimi, eccoci giunti alla casellina di sabato 12 dicembre, nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.

Dunque, siamo ormai a metà percorso, un po' sono felice e un po' mi dispiace. Sono soddisfatta per essere arrivata nel mezzo di questo mio tradizionale gioco, chiamiamolo così, ma continuo a provare malinconia per questo periodo di festività all'insegna dell'ansia e dell'incertezza. Pazienza, andiamo avanti.

Con piacere leggo che quelli che sono gli elementi che mi fanno pensare, in un modo o nell'altro, al nostro Abruzzo e che pubblico quotidianamente, sono tali anche per molti di voi.

Questo significa, forse, che abbiamo alle spalle una tradizione abbastanza consolidata, fatta di gioia e di affetto per le usanze e di passione per il folclore che contraddistingue la nostra cultura di abruzzesi.

Oggi ho pensato di proporvi altri articoli di fine manifattura sempre presenti nei nostri corredi: i centrini all'uncinetto, le cendrùcce.

Nella mia vita, ne ho visti diversi, entrambe le mie nonne erano abili con l'uncinetto. I cotoni più utilizzati, in genere, sono quelli di color bianco oppure ecrù. Io preferisco i primi.

Credo che in ogni casa abruzzese siano presenti, di tutte le fogge e di varia fattura: su mobili, comò e comodini. Singoli esemplari oppure in completo. 

Le signore, soprattutto le nostre nonne, erano e sono abili nell'incatenare ed intrecciare i fili con l'uncinetto. Veloci e precise nell'eseguire tutti i vari punti. Mi sembra di vederle quelle mani, ancora adesso.

Il mio appuntamento, come al solito, è a domani, per scoprire una nuova casellina del Calendario.

Concetta D'Orazio




giovedì 10 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Venerdì 11 dicembre 2020 - La tavule de la fešte: le sottobbecchière



Cari amici, eccoci al consueto appuntamento con il nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020
La casellina è quella del giorno 11 dicembre.

Ieri vi ho raccontato qualcosa sui bicchieri di vecchia foggia, quelli che teniamo al sicuro nelle vetrinette.

Così, prima i bicchieri e oggi...i sottobicchieri, le sottobbecchière.
In dialetto non abbiamo un termine corrispondente all'italiano, forse perché questi piattini che, oltre ad evitare il gocciolamento sulle tovaglie, hanno per lo più un fine estetico sono d'invenzione alquanto recente, rispetto alla tradizione dialettale.




Sono recenti, è vero, però io ricordo che quando si apparecchiava per Natale o comunque per feste importanti, a casa della nonna, questi piccoli vassoietti rotondi di vario materiale, in acciaio cromato come quelli della foto, in genere di vetro o di metallo, non mancavano mai di adornare la tavola.

Comunque sia, anche in Abruzzo, come in tutto il mondo la tavule de la fešte dev'essere apparecchiata con grande eleganza! Servizi di piatti, bicchieri e sottobicchieri.

Molta importanza era ed è data alla biancheria. Soprattutto nei tempi passati, si riservava alle occasioni, in cui magari la famiglia tutta si riuniva attorno al desco festivo, l'utilizzo di tovaglie e tovagioli di fattura più pregiata che, di solito, era conservata nei bauli o comunque fra i pezzi più preziosi del corredo.
Ma della biancheria forse parleremo in altro momento.

A domani, con una nuova casellina del Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.






 


mercoledì 9 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Giovedì 10 dicembre 2020 - Lu servìzie de bbecchière andìche

 




Cari amici, siamo già arrivati al decimo giorno del nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020, giovedì 10 dicembre.

Stavo pulendo una vetrinetta e ho tirato fuori questi bicchieri che tolgo solo per spolverare. Sono elementi superstiti di servizi antichi e mi dispiace sciuparli.

Un tempo i calici ricoprivano un ruolo molto importante nella vita quotidiana. Essi erano di tutte le fogge e di tutte le misure, calibrati sul liquido che dovevano ospitare. Davvero belli, con leggere incisioni o disegni a rilievo. Dovevano essere riposti in mostra, forse a testimonionare le buone condizioni economiche della famiglia.
Ogni volta che si riceveva qualche visita, si sceglieva il boccale, a seconda della circostanza e della bevanda: vino, succo, bevande varie.

Un posto particolare era ricoperto dai cosiddetti bicchierini per il liquore: piccoli e deliziosi, se ne trovavano sempre diversi, spesso con incisioni e decorazioni.

Oggi siamo meno formali e, a parte poche diverse tipologie, utilizziamo bicchieri dalla foggia molto più spartana.

Vièmm'a truvà ca ce facième 'nu bbecchière.

Si invitavano amici, promettendo bevute: - Vieni a farmi visita, così beviamo qualcosa.

Assièttete aèsse ca mo' te dènghe nu bbecchierine.

- Accomodati, ti offro un bicchierino (di liquore).


A domani, con una nuova casellina.

Concetta D'Orazio






martedì 8 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Mercoledì 9 dicembre 2020 - Lu fazzulètte


Eccoci giunti a mercoledì 9 dicembre. Dopo la pima festa del periodo natalizio, vale a dire l'Immacolata Concezione, possiamo affermare di essere ormai entrati nel periodo natalizio vero e proprio.

Un Natale un po' così, pieno di incertezze e di confusione.
A me il Natale piace molto e sto cercando di trascorrere nel modo più tradizionale possibile anche questo, pur nel rispetto di tutte le restrizioni del caso, con la speranza che l'incubo possa volgere presto alla conclusione.

Per la casellina di oggi del nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020, ho pensato di dedicare qualche riga ad un capo di biancheria che le persone della mia generazione conoscono bene, per averlo utilizzato molto in passato, soprattutto nel periodo della nostra infanzia: lu fazzulètte, il fazzoletto da naso, di stoffa.

I fazzoletti da naso, in confezioni multiple, non dovevano mai mancare fra i capi del corredo delle ragazze.
I ritagli di stoffa quadrata erano oggetto di lavorazioni varie: ricami, orli all'uncinetto; nella dodde comparivano anche fazzoletti intagliati o lavorati di varia foggia. 
In particolare, i più ornati erano quelli femminili. I fazzoletti maschili avevano una fattura meno appariscente, anche se pure per questi si realizzava qualche ricamo che mettesse in evidenza le iniziali del nome.

Arecuòrdete de métte lu fazzulètte dèndr'a la cartèlle de la scole. 


- La mamma ricordava sempre: - Ricordati di mettere il fazzoletto nella cartella della scuola.

Oggi i fazzoletti di stoffa sono stati sostituiti da quelli di carta, molto più comodi e igienici ma di sicuro meno graziosi e personalizzati.


A domani per una nuova casellina.

Concetta D'Orazio

 


lunedì 7 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Martedì 8 dicembre 2020 - Lu màcena cafè





Carissimi, nel silenzio di rispetto e di attesa di questi giorni difficili per il mondo intero, ci accingiamo a scoprire una nuova casellina del nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.

La giornata è quella dell'8 dicembre, dedicata all'Immacolata Concezione. La festività è sempre stata molto sentita da noi, in Abruzzo: essa, in situazioni normali, segna l'inizio vero e proprio del periodo natalizio. Le luci tornano a decorare gli interni e gli esterni delle case. 
Quest'anno è andata così, ma cerchiamo di mantenere vive le nostre tradizioni, per quel che possiamo.

Per il Calendario dell'Avvento di oggi ho scelto un altro oggetto tipico, spesso presente nelle case degli abruzzesi, certo, ora rimasto solo un arnese da esposizione ma un tempo era molto utilizzato.

Parlo del macinacaffè, in dialetto lu trita cafè o lu màcena cafè.
L'utensile per ridurre i grani in polvere, alcuni anni fa, faceva la sua bella figura sulle mensole delle cucine degli abruzzesi.

Il caffè, bevanda calda che invita al sodalizio;
il caffè, lu cafè, è occasione di andare per le case a fare le pèttelarìje, i pettegolezzi.

Mìtte a fa lu cafè ca mo' te venghe a truvà.

L'amica, la vicina, la commare telefona e nella sua voce già si sente aria di grandi novità da raccontare: - Prepara il caffè che arrivo.

So preparate la bušte, dumane vaje a purtà lu cafè Nennarèlle ca à remenùte da lu 'spedale.

"Andare a portare il caffè" era espressione che indicava la visita di cortesia a parenti ed amici, in occasione di qualche evento particolare (Ne avevo scritto qui): - Ho preparato la busta, domani vado a "portare il caffè" (far visita a) a Nennaella perché è tornata dall'ospedale.

Vi auguro una buona festa dell'Immacolata Concezione.

A domani.

Concetta D'Oazio







domenica 6 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Lunedì 7 dicembre 2020 - La svèje


Carissimi, oggi il nostro Abruzzo è per lo più coperto da pioggia. Noi rimaniamo ancora rossi, rossi come il fuoco, rossi come il vestito di Babbo Natale. Insomma, per sdrammatizzare, restiamo in tema purpureo che fa tanto natalizio e non ci arrendiamo.

Per ingannare il tempo, ci apprestiamo ad aprire una nuova casellina del Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020. La giornata è quella di lunedì 7 dicembre.

Sulle mensole di legno dei veri camini abruzzesi, fino a poco tempo fa si era soliti osservare, fra i vari pazziarièlle, un oggettino che aveva doppia funzione: di abbellimento e di utilità, la svèje, la sveglia. 

Certo, la mensola del camino non era l'unico posto atto ad ospitare quel piccolo marchingegno, generalmente fatto di ottone. Esso compariva sicuramente pure su comodini e comò. 

Io però me la ricordo sul caminetto della nonna.


La svèje era di più di un semplice attrezzo atto a consentire ai membri della famiglia alzarsi al mattino: essa era una compagna delle giornate, quando l'occhio si allungava a guardare l'ora. Diveniva confidente nel tempo notturno, con il suo sonoro e impeccabile tic e tac, accompagnava sogni di tenerezza e improvvisi risvegli nel cuore della notte.

Era infine un trillo imperioso e severo. Sempre se ci si era ricordati di caricarla prima di andare a letto.

Eh, si, perché non funzionava con la corrente o con la batteria. Nel lato posteriore, la sveglia aveva delle levette, specie di farfalline, da girare: occorreva riposizionarle all'indietro, tutte le sere. Insomma, si doveva dare la corda, cioè la carica.

Te so' dìtte: štute 'ssa svèje - Urlava nel sonno la consorte al consorte o viceversa, quando l'ora impostata era di gran lunga in anticipo sul canto del gallo.

Si rimésse la svèje? - La mamma si accertava che l'indomani il figlio potesse essere puntuale a scuola.

Si ridàte la corde a la svèje? - Il nonno era l'addetto a quella mansione.

Bene, amici, spero di aver suscitato una dolce emozione con la rievocazione di questo orologio, con l'ingranaggio "a corda".

L'appuntamento è per domani.


E ricordate: regione rossa di sera, bel tempo si spera.


Concetta D'Orazio




sabato 5 dicembre 2020

Storia di un Calendario dell'Avvento e nascita delle "caselline".

Il mio Calendario dell'Avvento d'Abruzzo è alla sua quinta edizione (2015-2016-2017-2019-2020).


Dal 1 dicembre al 24 dicembre, sul blog questepagine, accompagno l'attesa del Natale, scrivendo d'Abruzzo, sull'Abruzzo, per l'Abruzzo.
Per 24 giorni cerco e pubblico notizie, parole, parlate abruzzesi.
Ogni giorno scopro una nuova casellina, in cui racchiudo qualche pezzo del "mio" Abruzzo.
A proposito del termine casellina, nel 2015, quando mi accingevo a pubblicare il primo articolo del 1 dicembre, mi chiesi: esisterà un modo per nominare lo spazio bianco dei numeri del calendario, che dovrò riempire con le mie notizie?
Mi riferivo al modo di poter chiamare tale piccola area, visto che avevo un urgente bisogno di un sinonimo di piccola finestra o finestrella. Non ne trovai. E fu allora che creai il termine "casellina", cioè piccola casella, che certo esiste nella realtà, ma pareva una parola un po' assurda per indicare i giorni del calendario. Che poi, mi dissi, una casellina in un Calendario non si è mai vista, ma io ce la misi di proposito.
Fu così che nacquero le mie caselline, cui sono molto affezionata.
Quest'anno, come ben sappiamo, è particolare. Forse l'attesa è ancora più attesa: aspettiamo la fine di qualcosa più grande di noi, attendiamo di poter scrivere la parola fine a questo film cattivo, capitatoci così,all'improvviso. Accompagniamoci ad aspettare di svegliarci da questo incubo.
Che arrivi davvero l' Avvento di una nuova vita, di un nuovo mondo.
E alla "mia" Abruzzo un sincero augurio affinché finisca presto questo confinamento rosso.
Il 1 dicembre 2015 iniziavo il mio Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, a questo link

 






Calendario dell'Avvento d'Abruzzo - Domenica 6 dicembre 2020 - Le bbabbùsce da notte





Cari amici, eccoci giunti già alla giornata del 6 dicembre, nel nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020. La casellina di oggi la voglio dedicare ad un capo di abbigliamento che, sebbene di origine antica, ogni tanto torna ancora a riscaldare i nostri piedi: le bbabbùsce da notte, anche dette cutùrne da notte

Dei cutùrni/cutùrne avevo già raccontato qui. Avevo scritto che il termine è chiaramente riconducibile al κόϑορνος, la calzatura utilizzata dagli attori della tragedia greca; a Roma troviamo il cothurnus
In dialetto abruzzese lu cuturne è il calzino, quello spesso e rustico, realizzato a mano con lana di pecora, che un tempo copriva il piede di pastori e agricoltori. Il termine cuturne è oggi quasi scomparso dal vocabolario abruzzese, sostituito da una parola più moderna: la cavezétte.


Torniamo comunque alle nostre bbabbùsce di lana, che spesso ho sentito anche chiamare cutùrne de lane o da notte. Esse venivano realizzate con la lana lavorata ai ferri, utilizzando magari il filato di scarto di altre lavorazioni (maglie, sciarpe, mantelline). Per questo motivo spesso le si trovava composte di diversi colori, in un accostamento più che discutibile. 
Le nostre nonne erano abili in questi lavori e confezionavano scarpette di lana per tutta la famiglia.
Le bbabbùsce, un tempo, venivano anche preparate e accumulate, per essere aggiunte alla biancheria che andava a formare la dote, la dodde, delle ragazze da marito.

Io ne ho conservate alcune, dono delle nonne, ma non le indosso per paura di rovinarle.

E nella vostra parlata dialettale come si chiamano?

A domani con una nuova casellina del Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, edizione 2020.

Concetta D'Orazio